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Diffusione illecita di audio privato, Maria Rosaria Boccia e un giornalista a giudizio: udienza il 3 dicembre

Roma - L’accusa è di interferenze illecite nella vita privata in relazione alla diffusione di una conversazione tra l’allora ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini
Diffusione illecita di audio privato, Maria Rosaria Boccia e un giornalista a giudizio: udienza il 3 dicembre
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Nuovo capitolo giudiziario dell’affaire Sangiuliano-Boccia che portò alle dimissioni dell’allora ministro della Cultura. La Procura di Roma ha disposto la citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia, imputata insieme a Carlo Tarallo nell’ambito del procedimento relativo alla presunta diffusione illecita di una registrazione di una conversazione privata tra l’allora ministro e la moglie Federica Corsini. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 dicembre davanti al Tribunale di Roma. Secondo l’impianto accusatorio, i due imputati rispondono in concorso del reato di interferenze illecite nella vita privata.

Nel decreto di citazione a giudizio, la Procura sostiene che Boccia e Tarallo avrebbero diffuso frammenti di una registrazione audio relativa a una conversazione avvenuta nell’abitazione privata tra Sangiuliano e la moglie, durante la quale l’allora ministro avrebbe confessato una relazione extraconiugale.

Secondo quanto riportato dagli atti, la registrazione sarebbe stata acquisita da Boccia che, sempre secondo l’accusa, avrebbe indotto Sangiuliano a mantenere attiva una conversazione telefonica mentre parlava con la moglie, minacciando di recarsi presso la loro abitazione. I contenuti sarebbero stati poi pubblicati il 26 agosto su canali social riconducibili a una testata giornalistica locale e su un sito online.

Lo scorso aprile il Tribunale di Roma aveva archiviato l’inchiesta sui giornalisti di Report perché ignari del fatto che fosse stato raccolto illecitamente. Circostanza sempre respinta dalla Boccia che aveva dichiarato che il ministro l’autorizzava.

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