Si chiude l’epoca del “Kaiser” Luis Durnwalder e del “Principe” Lorenzo Dellai, i due governatori rispettivamente dell’Alto Adige e del Trentino. Il primo è rimasto sulla poltrona di presidente per 24 anni, il secondo per 13, prima di essere eletto alla Camera per Scelta Civica, diventandone il capogruppo di un partito inesistente, lacerato e in via d’estinzione. Si chiude anche l’epoca del culto della personalità, con gli sfarzosi compleanni, spesso a spese del contribuente, del Kaiser Luis. E il dominio incontrastato, e a volte sfrontato, di Dellai. Il 27 ottobre, infatti, si vota per le regionali in Trentino Alto Adige e loro non saranno della partita. Ma è assai probabile che la coalizione di centrosinistra vinca in Trentino e che il Pd possa ancora far parte della maggioranza in Alto Adige, salvo sorprese.

Il 27 ottobre si eleggeranno, dunque, i consigli delle due Province, autonome in quasi tutto e con bilanci non più ricchi come nel passato, colpa della forte sforbiciata operata soprattutto da Monti. Non per questo la poltrona di presidente è meno appetibile. Anzi, in Trentino si è stabilito il nuovo record di candidati: 24 le liste in lizza, due in più rispetto all’ultima volta, 11 in corsa per la carica di governatore, cinque in più rispetto al 2008. Su mezzo milioni di abitanti sono 784 i candidati, di cui 295 donne. Un piccolo esercito, insomma.

I più titolati alla corsa sono Ugo Rossi, un autonomista con lo sguardo sul sociale e al centrosinistra, leader del Partito Autonomista Trentino Tirolese, e Diego Mosna, imprenditore, patron della Trentino Volley, più volte campione del mondo e già presidente della Lega di Pallavolo di serie A. Un candidato, quest’ultimo, che a volte appare un berlusconino in piccolo. È appoggiato da alcune liste civiche, sganciate dai partiti nazionali, benché la connotazione sia centrista con la testa che guarda a destra. Forza Italia è in piena crisi e la commissaria Michaela Biancofiore, l’amazzone di Silvio, ex sottosegretaria alle pari opportunità dimissionata da Letta, ha imposto l’ex presidente del consiglio provinciale Giacomo Bezzi famoso per i suoi numerosi viaggi e relative spese. Uno che solo pochi mesi prima aveva deciso di appoggiare Beppe Grillo per poi buttarsi tra i berluscones. Forza Italia è data nell’ultimo sondaggio al 7 per cento, Bezzi all’11. Ma si sa, dove mette le mani Michaela rimane solo il deserto. A capo del partito a Bolzano ha catapultato Alessandro Bertoldi, un ragazzotto che le spara talmente grosse che è riuscito a far concorrenza alla sua mentore e a guadagnarsi le pagine nazionale. Gli hanno dovuto mettere vicino una “tata” per controllarlo, Antonella Biancofiore, sorella dell’amazzone di B. Ma per Michaela basta il simbolo, come disse poco prima che Alemanno venisse sonoramente sconfitto alle elezioni comunali: il Pdl “è così forte che potresti candidare anche una capra”. Adesso lei e Berlusconi sono uniti dalla passione per la razza canina: lei ha Puggy, lui Dudù.

Davanti a tutti in Trentino, secondo il recente sondaggio dell’Ipsos, è Ugo Rossi con il 41 per cento, seguito da Mosna con il 21, distanziati tutti gli altri. Il primo partito è il Pd con il 23 per cento, seguito dall’Upt, il partito di Lorenzo Dellai con il 15. Ed è proprio questo partito che, per paura di vedersi erodere consensi, ha deciso di mettere sui manifesti elettorali l’immagine dell’ex governatore. Infatti il 74 per cento degli elettori giudica complessivamente positivo l’operato dell’ex presidente, mentre l’85 per cento dà un giudizio positivo della qualità della vita in Trentino. Il Movimento 5 Stelle è fermo al 10 per cento, però in Trentino è nato da poco ed è ancora in rodaggio. Gli indecisi sarebbero il 15 per cento, gli astenuti il 20. E Fratelli d’Italia non farà parte del centrodestra di Bezzi e Biancofiore e ha un suo candidato presidente.

Il Pd, seppur dotato della percentuale di voti più alta ultime elezioni provinciali e confermatosi primo partito alle elezioni nazionali, non è riuscito a imporre il proprio candidato alle primarie per il candidato governatore. L’ha spuntata Rossi, che ha un partito, il Patt, attorno al 9 per cento, ora sostenuto da una coalizione di sette liste. In Trentino chi prende più voti il 27 ottobre piglia tutto e si porta a casa la maggioranza dei consiglieri.

In Alto Adige di sorprese pare non ve ne siano molte. La Svp è apparentemente salda in vetta e dovrebbe riconfermare voti, il 48 per cento, seggi 18 e la maggioranza assoluta. I partiti della destra tedesca sono divisi, come i partiti di lingua italiana e la Südtiroler Volkspartei farà, come sempre, quello che vuole. Candidato governatore è Arno Kompatscher, che ha il difetto di essere il pupillo di Durnwalder. Dunque: c’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico. Con Durnwalder e Dellai si chiude un’epoca, ma si chiude anche il tempo dei bilanci grassi, in cui l’ente pubblico invadeva quasi tutte le sfere economiche e un fiume di soldi arrivava da Roma. “L’Italia deve aggrapparsi all’Europa per non precipitare nell’Africa”, ricordava il trentino Alcide De Gasperi. Il Trentino Alto Adige deve aggrapparsi al suo futuro per non precipitare dall’attico del traballante condominio Italia.

 

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