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Birra, sono le italiane le prime consumatrici al mondo

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La buona notizia è che la birra non fa ingrassare. Solo 68 kcal, meno di un succo di frutta. E non gonfia nemmeno, se la si versa nel modo corretto. Consumata naturalmente con moderazione, la birra piace sempre di più alle donne. Che, come al solito, ci vedono lungo. Perché, oltre ad essere poco calorica e poco alcolica, è una bevanda naturale, che contiene molte sostanze utili per il nostro organismo, come potassio, silicio, e antiossidanti che ci mantengono giovani.

Una ricerca molto interessante, condotta da AssoBirra e denominata “Il lato femminile della birra”, fa il punto sulla relazione fra donne e birra. E sfata i tabù più comuni e più radicati, secondo i quali la birra “gonfia”, “fa latte” e altre cose simili. Tutto falso, o quasi. Da appassionata di buona birra artigianale, mi fa piacere sentirmi in buona compagnia: in Italia, 6 donne su 10 bevono birra, facendo di noi le prime consumatrici al mondo, ma con responsabilità: in piccole quantità, e quasi sempre a pasto. Siamo più brave delle nostre colleghe russe e irlandesi, che invece esagerano spesso e volentieri.

La birra sta persino minacciando di scalzare il vino, nei nostri cuori. Sarà per il retrogusto amaro che ci solletica il palato, o per l’idea di una convivialità rilassante, easy, con gli amici, magari davanti a una golosa pizza. Ci piace berla soprattutto fuori casa, ci piace bionda, e ci piace associare  al suo consumo icone di stile, bellezza e indipendenza come Monica Bellucci, Belén Rodriguez e Claudia Gerini.

Ci piace oggi, e in verità ci piaceva anche ieri, sempre secondo AssoBirra, che ha ricostruito 7000 anni di storia della birra, scoprendo che fino al Medioevo i mastri birrai erano solo donne. Mastre birraie, custodi dei segreti per fare la birra migliore. Una rete di leggende e miti che legavano la birra alla femminilità e alla fertilità erano diffuse dal Mediterraneo all’Inghilterra, e secondo Plinio, la schiuma della birra “fa liscia la pelle del viso delle donne”. Non a caso veniva impiegata come prodotto di bellezza dalle donne più nobili, che ci si facevano il bagno per inebriare corpo e mente. Elisabetta I, da brava inglese, si fidava solo degli amanti di questa bevanda. Per arrivare al presente in cui bellissime donne bionde, rosse e more incarnano l’idea stessa della birra in moltissime pubblicità.

Nonostante l’introduzione del luppolo, poco amato dalle donne, e della produzione nei monasteri che ha portato la birra in lidi più maschili, finalmente il cerchio si sta chiudendo: noi donne siamo tornate ad amare la birra, e se qualcuna ancora crede che gonfi o che faccia ingrassare, provi a farsi un brindisi in compagnia per sconfiggere i pregiudizi. 

 

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