Quella a cui abbiamo assistito oggi al Senato è una pagliacciata gigantesca. “L’ira furiosa” di Dario Fo prende la forma di un grammelot tra satira e indignazione nei camerini del teatro Ebe Stignani di Imola, dove è venuto a presentare “Sesso? Grazie, tanto per gradire”, lo spettacolo che Franca Rame e Jacopo Fo avevano scritto nel 1996.

Prima della proiezione su grande schermo che fa tutto esaurito anche se organizzata pochi giorni fa, il premio Nobel è come un fiume in piena sul dietrofront berlusconiano del pomeriggio: “Un condannato, riconosciuto colpevole dopo tre gradi di giudizio, invece di essere cacciato è ancora in Parlamento a pavoneggiarsi, a dettare le regole della politica italiana, obbligandoci a rimanere impotenti. Anche se sembra finito ha spiazzato nuovamente l’avversario”, continua, “in ogni momento è in grado di dare le carte: dà l’asso a chi di dovere, e la matta a chi deve essere fregato”.

Per l’autore del Mistero Buffo, la buffonata a casa Pdl non è di certo finita qui: “ci sarà la danza del ritorno da parte di quei personaggi che sembravano consapevoli nell’aver criticato l’imposizione del capo con le dimissioni dei ministri di qualche giorno fa. D’ora in avanti varranno lo zero virgola zero nulla”. Poi ce n’è anche per Napolitano – “Non concederà la grazia a Berlusconi. Di passi falsi questo presidente ne ha fatti tanti” – e per il Pd: “I democratici e B. stanno insieme da anni. Dopo l’unione di questo governo possono quindi sposarsi. Speriamo almeno che non facciano figli. Ma sapete qual è la cosa più bella? E’ che questo andazzo politico Franca l’aveva intuito più di 6 anni fa, quando divenne senatrice per l’Idv”.

E così la memoria di Fo corre ai momenti felici passati sul palco e tra le mura domestiche “quando con Franca durante la sera o la notte ci mettevamo a parlare di quello che accadeva in Italia. Nel libro che uscirà nei prossimi giorni, In fuga dal Senato, emerge tutto lo sporco che c’è in questo paese: le morti sul lavoro, i delinquenti dentro le istituzioni, la mancanza di rispetto per i cittadini”. Il filo del ricordo si dipana e arriva fino all’episodio del 9 marzo ’73 a Milano in cui la Rame venne violentata e malmenata da un gruppo di estremisti di destra: “lo stupro venne deciso molto in alto, da alti ufficiali dell’arma”, ricorda Fo dal palco imolese, “si stabilirono mandanti ed esecutori ma ci fu la prescrizione”.

Così la serata organizzata dall’associazione femminile Trame di Terra scorre via sulle battute della Rame per un monologo che ha fatto storia: “Qui a Imola ci negarono il palco negli anni settanta”, prosegue Fo, “è quindi doppiamente importante sul piano civile che si mostri quest’opera di Franca dove si parla finalmente di donne che gestiscono se stesse e la propria vita senza imposizioni da parte degli uomini”.

Infine la chiosa sui 5 Stelle di cui è diventato aperto supporter: “Ha fatto bene Grillo a denunciare in anticipo quello che sarebbe successo in Senato. L’accordo del Movimento con il Pd non sarebbe mai potuto avvenire, solo degli ingenui possono cadere in questa trappola. Io però ora mi sto dedicando a scrivere una commedia su quello che sta succedendo in questi mesi nella politica italiana, spero vi divertirete a vederla”.

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