Parma: l’Associazione Nuovi Consumatori (forse i vecchi si erano consumati), chiede l’annullamento di circa 50.000 mila contravvenzioni per illegittimità di installazione degli autovelox (quelli che tu vai, vedi segnalata la presenza dei macchinini, rallenti per duecento metri, poi riprendi a pestare). Bòn. Non è in discussione l’eccesso di velocità degli associati/cittadini multati, no, perchè i limiti sono stati infranti realmente. Si obietta che i velox non avevano l’autorizzazione necessaria ad essere lì.

L’Italia è un fatto strano: compri un navigatore satellitare e a norma di legge ti segnala tutti gli autovelox; se non c’è il cartello stradale che ti avverte, e vai troppo forte, non è più valida la multa. Voglio rapinare una banca: mi appellerò al fatto che il giorno in cui l’ho svaligiata non era chiaramente segnalato il divieto di farlo, vamolà. C’è un cartello? Bisogna metterci un altro cartello con la freccia che indica “cartello”. C’è un segnale di “vietato”? Occorre aggiungere “severamente”. C’è un cittadino che supera il limite di velocità? Si iscrive a un’associazione. C’è un’ordinanza che vieta di gettare i mozziconi di sigaretta e contro le cacche di cane? Ne faccio una contro il bivacco (questa è per la par-condicio). Lunga vita ai Nuovi Consumatori (mi piace un sacco ‘sta definizione, dà fiducia, si può tornare a consumare, nuovamente). Si lamentano per tutte queste multe, perchè gli autovelox e blablabla… avete mai, dico MAI, visto un autovelox davanti a una scuola?

I Nuovi Consumatori, e tutti quelli che hanno fretta, andassero lì a sgasare. Magari vincono anche la crociata, ma nulla cancella il fatto: non sono stati capaci di rispettare i limiti di velocità e adesso si appellano alla legge per chiedere giustizia dopo averla infranta. Sono talmente avanti che ovunque vanno ci sono già, accelerando. E fanno causa al Comune per queste ipotesi di reato:“associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata, peculato, falso ideologico, abuso di credibilità popolare e abuso d’ufficio”. Pizzarotti: stakanovista!


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