Sono almeno 327 i morti causati dal terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il nord ovest del Pakistan. L’epicentro del sisma si colloca nell’area di Awaram, nella provincia del Belucistan, la più vasta ma meno popolata del Paese. “La maggior parte delle case sono fatte di fango, mentre solo poche sono di mattoni o cemento”, fa sapere il responsabile dell’Ufficio meteorologico locale. Il capo segretario della provincia, Babar Yagoob Fateh Mohammed, aggiunge che “centinaia di abitazioni sono crollate”. Oltre 400 i feriti. Le autorità temono che possa aggravarsi man mano che passano le ore. Il sisma ha colpito con una forza tale da creare una nuova isola al largo della costa. Le autorità lottano contro il tempo per recuperare i sopravvissuti e portarli rapidamente in ospedale ma la vastità della zona colpita è scoraggiante.

Nella zona è stata dichiarata l’allerta e sono state inviate le squadre di soccorso. Scosse di terremoto sono state avvertite anche a Nuova Delhi, in India. Il terremoto che ha colpito oggi il Pakistan è stato superficiale ed è avvenuto in una delle zone più complesse della Terra, punto di incontro di tre placche tettoniche, in particolare la placca Indiana, a sud-est, la placca Araba a sud-ovest e la placca Eurasiatica a nord. Secondo le prime stime, la rottura della faglia potrebbe avere un’estensione notevole, fino a 200 chilometri. L’ultimo terremoto avvenuto in questa area e confrontabile con quello di oggi risale al 1935, a Quetta, con una magnitudo compresa fra 7,7 e 7,8.

Alcuni uomini armati hanno attaccato un gruppo di medici e infermieri impegnati nei soccorsi ai terremotati. Lo hanno riferito fonti ufficiali ai media locali. L’incidente e’ avvenuto nell’area di Mashkay, nei presi del distretto di Awaran, l’epicentro del sisma. Il team medico è riuscito a scappare e a mettersi in salvo grazie all’intervento del corpo paramilitare di frontiera Fc. “Hanno sparato dei razzi e proiettili contro i soccorritori” ha detto la fonte. I medici fanno parte di un convoglio di 13 camion giunto sul posto con tende, cibo e ospedali da campo per dare assistenza ai senza tetto.

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