Questa volta l’Unità se l’è vista brutta: da inizio gennaio fino al 31 luglio ha accumulato una perdita di 2,1 milioni di euro mentre, durante gli anni precedenti, le perdite complessive sono state superiori a 10,5 milioni di euro. Totale 12,7 milioni di euro, ossia oltre un terzo del capitale pari a 8,3 milioni, facendo scattare la procedura prevista dal codice civile (art. 2446) che impone una riduzione del capitale per coprire le perdite e assicurare la continuità aziendale. E infatti l’Unità ha dovuto ridurre il capitale fino a 4,3 milioni di euro, attingendo anche da alcune riserve aziendali.

A questo punto poco è rimasto nelle casse della casa editrice Nuova Iniziativa editoriale che, fino al 30 settembre prossimo, aveva una disponibilità finanziaria di circa 800mila euro con stipendi e fornitori da pagare a fine mese. Inoltre sulla Nie grava un monte debiti per oltre 26 milioni di euro, di cui 5,5 milioni verso istituti di credito, 7,8 milioni verso fornitori e altri 3,4 milioni nei confronti del fisco. Ecco perché il consiglio di amministrazione di fine agosto ha deciso di avviare un aumento di capitale di 5,5 milioni di euro, con l’intenzione di continuare a garantire l’attività della società e poterne sostenere lo sviluppo futuro.

Dopo diversi mesi passati a sondare quali soci sarebbero stati disposti a versare altri soldi, la Nie ha visto farsi avanti per primo Matteo Fago, imprenditore nel mondo internet e fondatore di Venere.com, uno dei primi portali italiani con cui prenotare in rete vacanze e alberghi. Al momento, Fago ha deciso di salire dal 16% già detenuto al 47,3 per cento. A lui sarà affidata la strategia di crescita online del quotidiano romano e, in larga misura, la scelta del nuovo direttore. Per la successione a Claudio Sardo sono circolati anche i nomi di Walter Veltroni e Curzio Maltese, firma di punta di Repubblica.

Finora non ha sottoscritto l’aumento di capitale l’altro azionista che dovrebbe rappresentare con Fago i nuovi vertici della Nie: Maurizio Mian, imprenditore farmaceutico toscano al 31,2 per cento. Mian ha preso tempo fino al termine ultimo del 30 ottobre. Non parteciperà invece all’operazione Renato Soru, patron della sarda Tiscali, ex governatore della Sardegna col centrosinistra e finora editore di riferimento dell’Unità con il 23,9%. Alla ricapitalizzazione non prenderà parte nemmeno il Partito democratico, che però assicurerà alla testata quasi 2,3 milioni di euro nel prossimo triennio sotto forma di abbonamenti online. Accordo che spingerà non solo i ricavi del giornale, ma anche la diffusione digitale e la raccolta pubblicitaria. Nell’ottica di tagliare le spese, però, è stato raggiunto anche un accordo interno al giornale per un nuovo contratto di solidarietà che alzerà la riduzione degli stipendi dei giornalisti, al -35% dal precedente -20%, fino al 2015. Il risparmio previsto sarà di 4,7 milioni di euro.

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