Non solo venti di guerra fredda. Non solo l’opinione pubblica interna ampiamente contraria ad un interventi militare in Siria. A complicare la situazione degli Stati Uniti e del presidente Barack Obama ora c’è anche un altro rischio, altissimo: la vendetta dell’Iran in caso di attacco contro Assad. A riportare la notizia molti media statunitensi, secondo cui, in caso di raid made in Usa a Damasco, Teheran sarebbe pronta alla rappresaglia, attaccando l’ambasciata americana a Baghdad.

Una notizia che, a sentire la stampa, arriverebbe direttamente dall’intelligence Usa, che avrebbe intercettato un messaggio partito dal capo della Qods Force, il braccio paramilitare della Guardia Rivoluzionaria di Teheran, destinato alle milizie sciite presenti in Iraq. L’ordine sarebbe chiarissimo: prepararsi a rispondere con operazioni militari in Iraq, nel caso in cui Obama dovesse lanciare il suo intervento armato contro il regime di Assad. Inoltre, secondo altre fonti, le stesse milizie sciite presenti in tutto l’Iraq avrebbero minacciato una sollevazione armata in tutto il Paese contro centinaia di bersagli associati in qualche modo con la presenza americana nel Paese.

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