Nel variopinto panorama delle sagre e delle feste estive che animano i litorali, le valli e le alture di tutta Italia, in questi giorni c’è un appuntamento da segnare in agenda. Innanzitutto per la sua longevità: da quasi 40 anni a Felitto, paesino di poco più di milletrecento anime, si rinnova la Sagra del Fusillo. Se vi siete figurati la pasta corta attorcigliata che risponde a questo nome in qualsivoglia punto vendita della grande distribuzione, vi state sbagliando (come è successo a noi). In questo delizioso borgo medievale immerso nel Parco Nazionale del Cilento lungo la valle del fiume Calore, il fusillo somiglia molto di più a uno spaghetto grosso, il cosiddetto vermicello, per intenderci.

È una pasta fresca all’uovo, lunga tra i 18 e i 22 cm, ottenuta grazie a una particolare lavorazione artigianale. Rigorosamente fatto a mano utilizzando una sottilissima asticella di ferro, dal 2002 il fusillo felittese fa parte del Registro dei Prodotti Tradizionali della Campania. Pare che soltanto le donne del paese di Felitto possiedano l’abilità per prepararlo nel rispetto della tradizione, tanto che alcuni famosi ristoranti che propongono gli speciali fusilli nel proprio menu li commissionano alle signore del piccolo borgo.

Il taglio del nastro, previsto per il 12 agosto 2013, avviene niente meno che per la 38esima volta: era infatti il 1976 quando si iniziò a festeggiare questo prodotto tipico associandolo a un evento coinvolgente anche per gli abitanti degli altri comuni cilentani. Altra caratteristica di questa sagra è la sua durata: c’è tempo fino a sabato 24 agosto per gustare un buon piatto della specialità campana. Due settimane ininterrotte (la prima edizione durò “appena” quattro giorni) di pranzi e cene all’insegna dei tradizionali fusilli per non scontentare affezionati sostenitori e turisti dell’ultimo minuto.

L’occasione è ghiotta anche per assaggiare altre bontà locali, all’interno di una vera e propria rassegna gastronomica condita dalle immancabili escursioni guidate (fra le altre, quelle nell’Oasi delle Gole del Calore e quelle sul fiume stesso a bordo di canoe e pedalò): accanto al fusillo, assaggi di carne alla brace proveniente dagli allevamenti locali, calici di vino delle cantine del territorio, la trota pescata nel Calore e il “ciaulieddo“, un particolare stufato di verdure. Le serate saranno animate da spettacoli, musica dal vivo, esposizioni di dipinti e fotografie firmate da artisti del luogo.

Quanto ai condimenti del fusillo felittese, protagonista indiscusso della sagra agostana, questo viene servito tradizionalmente con il ragù di castrato, ma potrete trovarlo anche accompagnato da quello di vitello o anche nella versione al forno con la mozzarella. Piaceri per il palato da gustare passeggiando per le viuzze del centro storico, fra i resti delle mura di cinta e l’antico castello quasi intatto.

www.puntarellarossa.it

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Vacanze low cost, ecco come farle con 10 euro al giorno: da Napoli al Messico

next
Articolo Successivo

Hora Benedicta, la birra d’abbazia palermitana in commercio da ottobre

next