Papa Francesco rompe quello che in questi primi 5 mesi di pontificato era sembrato un vero e proprio tabù. Per la prima volta, infatti, Bergoglio ha rivolto un chiaro appello contro l’aborto. Da molti osservatori era stato ripetutamente criticato in questi mesi per non aver mai affrontato esplicitamente i temi bioetici più spinosi, quasi come se una condanna esplicita dell’aborto e dell’eutanasia avesse potuto minare sensibilmente la grande popolarità conquistata subito dopo l’elezione al soglio pontificio. E, invece, Bergoglio, rispondendo indirettamente a queste accuse, ha voluto sottolineare con chiarezza la sua posizione. “La vita – ha affermato il Papa – deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità”.

Non a caso Bergoglio ha voluto inviare proprio questo messaggio in occasione della Settimana nazionale della famiglia, che si è aperta ieri in Brasile. Proprio lì dove si è da poco concluso il suo primo viaggio internazionale, infatti, il Papa era stato accusato di non aver mai parlato dell’aborto nonostante fosse stata approvata proprio in Brasile una legge che amplia il diritto all’aborto e che ha permesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Sul volo papale che lo aveva riportato da Rio de Janeiro a Roma, il Papa aveva spiegato la sua scelta: “La Chiesa si è già espressa perfettamente su questo. Non era necessario tornarci, come non ho parlato neppure della frode, della menzogna o di altre cose sulle quali la Chiesa ha una dottrina chiara! Non era necessario – aveva aggiunto Francesco – parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Inoltre – aveva concluso il Papa – i giovani sanno perfettamente qual è la posizione della Chiesa! E la mia posizione è la stessa perché sono figlio della Chiesa”.

Nel messaggio inviato alle famiglie brasiliane, Bergoglio ricorda di conservare ancora “vive nel cuore le gioie ricevute” durante il suo recente viaggio a Rio per la Giornata mondiale della gioventù. Il Papa incoraggia i genitori nella “missione nobile ed esigente di essere i primi collaboratori di Dio nell’orientamento fondamentale dell’esistenza e nella garanzia di un buon futuro. Per questo – spiega Francesco citando la sua prima enciclica Lumen fidei – è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli. I genitori – prosegue il messaggio – sono chiamati a trasmettere con le parole e soprattutto con le loro opere, le verità fondamentali sulla vita e l’amore umano, che ricevono una nuova luce dalla rivelazione di Dio. In particolare, di fronte alla cultura dello scarto, che relativizza il valore della vita umana i genitori sono chiamati a trasmettere ai loro figli la consapevolezza che essa deve essere sempre difesa, sin dal grembo materno, riconoscendovi un dono di Dio e garanzia del futuro dell’umanità, ma anche nella cura degli anziani, specialmente dei nonni, che sono la memoria viva di un popolo e trasmettono la saggezza della vita”. Infine, il Papa auspica che le famiglie possano essere “le più convincenti testimoni della bellezza dell’amore sostenuto e alimentato dalla fede”.

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