Meno 120mila dipendenti in due anni, per un risparmio di oltre 6 miliardi di euro. Giù anche i salari e età elevata sempre più alta. E’ questa la fotografia del personale della pubblica amministrazione italiana scattata da Aran.

Il dato più eclatante che emerge dal rapporto dell’agenzia che rappresenta la pubblica amministrazione è sicuramente il taglio, tra il 2011 e il 2012, di 120mila unità (pari al 3,5%) del personale, con un risparmio per le casse dello Stato di 6,6 miliardi al lordo dei contributi. La spesa totale per le retribuzioni è diminuita del 2,3% nel 2012 e dell’1,6% nel 2011. Calano anche i salari del pubblico impiego dello 0,6% nel 2012, dopo la riduzione dello 0,7% del 2011. Sommando i due cali, afferma l’Aran, si raggiunge una diminuzione totale dell’1,3% in due anni. La flessione è più marcata in termini reali perché l’inflazione è stata del 3% nel 2012 e del 2,8% nel 2011. La retribuzione media nel pubblico impiego supera di poco i 34.400 euro l’anno.

Ad aumentare, invece, è l’età media dei dipendenti. La metà degli statali ha più di 50 anni, conseguenza del “sensibile aumento dell’età media che si è registrata negli ultimi anni: si è passati da 43,6 anni del 2001 a 47,8 anni nel 2011”. Il dato dell’età media, si spiega nel rapporto, si attesta attorno ai 50 anni se dal computo viene escluso il settore dei corpi di polizia e delle forze armate, che “presenta un’età media sensibilmente più bassa rispetto agli altri settori”. Dal confronto con gli altri Paesi emerge che la quota italiana è la più elevata tra i Paesi dell’Ocse.

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