Ancora una volta Grillo manipola la comunicazione. Scrive un post contro i giornalisti in Parlamento (lo hai scritto lui o Casaleggio?), li manda affanculo, invoca regole disciplinari e dice che devono chiedere un appuntamento per parlare con i parlamentari. Manca solo l’olio di ricino e la ricetta è completa. In realtà, con il suo post “Taci, il giornalista ti ascolta”, Grillo manda un messaggio ai suoi parlamentari. Dice: state alla larga dei giornalisti, non rilasciate dichiarazioni, rimanete in silenzio, usate il linguaggio dei segni. In pratica, li imbavaglia. Non si è mai visto nella storia repubblicana un ‘capo politico’ che dice ai parlamentari – eletti di cittadini – di non parlare con la stampa in Transatlantico o all’uscita da Montecitorio. Mai.

In realtà, il ‘meta-messaggio’ di Grillo – cioè il messaggio nascosto nel messaggio – rivela la fragilità della sua truppa parlamentare. Siccome i suoi ‘cittadini’ hanno poca esperienza, allora li imbavaglia. Detta la linea da seguire nei rapporti con i giornalisti. Chi non obbedisce, rischia il ‘tribunale’ pentastellato e la possibile espulsione. E i parlamentari che fanno? Non dicono nulla? Subiscono l’ennesima riduzione di democrazia interna e mostrano paura? Forse ha ragione l’ultimo senatore stellato che ha lasciato il Movimento, dicendo: “C’è un clima irrespirabile”.

Fino a quando può durare il ‘coprifuoco’ mediatico? Che effetto avrà alle prossime elezioni politiche previste nei primi mesi del 2014? A chi daranno la colpa sei poi il M5S subirà un crollo dei voti? Ai giornalisti parlamentari? O al Capo?

Seguimi anche su Enzodifrennablog.it

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mandatari Siae: una selezione veloce veloce. E la trasparenza?

next
Articolo Successivo

Medici senza frontiere lancia l’allarme: “In tv scompaiono le crisi umanitarie”

next