Si è conclusa con un sorprendente licenziamento “in diretta” con due puntate di anticipo l’avventura di Nicola Porro a ‘In Onda’ (La7). E, per di più, al termine di una telefonata burrascosa con l’editore Urbano Cairo mentre Porro era già negli studi tv, a pochi minuti dalla messa in onda della puntata di domenica sera. Con un piccolo psicodramma dietro le quinte di cui i telespettatori riescono a cogliere solo pochi indizi. La vicenda che si chiude con il licenziamento in tronco nasce da un casus belli apparentemente minuscolo, come un valanga da una palla di neve all’origine di tutto c’è il contenzioso su una liberatoria per gli spot del nuovo programma di Porro – ‘Virus’ – che andrà in onda su Rai2 dal 3 luglio. ‘In Onda’ finisce il 30 giugno. E proprio questo intreccio di date ravvicinate ha giocato un ruolo nella vicenda.

Infatti Cairo, che un mese fa si era lasciato con il vicedirettore de Il Giornale in amicizia, non ha gradito la richiesta di un nulla osta a far partire la campagna promozionale di ‘Virus’ sulla Rai. Porro si era appellato al precedente di David Parenzo, che invece è ancora legato da un contratto con La7, ed era riuscito sia a farsi dare l’aspettativa per il suo programma a Rai3 (La Guerra dei mondi), sia l’autorizzazione alla campagna promozionale sulla rete. Sembrava che sarebbe bastata una telefonata cordiale tra Cairo e Porro per risolvere tutto. Ma la situazione precipita: poco prima della puntata il conduttore chiama l’editore. Gli ospiti del dibattito sul caso Ruby – Vittorio Feltri e Furio Colombo – sono già negli studi romani di via Novaro. Ma la telefonata si chiude con un acceso litigio. E così gli autori del programma e gli ospiti della puntata scoprono dal racconto dello stesso Porro alla redazione, che Cairo, dopo un cortese, ma gelido scambio di battute, ha detto al giornalista: “Il nostro rapporto finisce qui, sei licenziato“.

Alla base c’è il fatto che l’imprenditore non avrebbe digerito bene il passaggio alla Rai del giornalista. Durante il colloquio telefonico, Porro esclama: “Ma le ho inviato sms, mail, fatto telefonate, non mi ha mai risposto. Cosa dovevo fare?”. L’altro replica: “Avevo degli impegni, avrò il diritto a non rispondere qualche volta”.

Porro snocciola il racconto del litigio ai presenti negli studi de La7, del sollevamento anticipato dal programma, tutti credono ad uno scherzo e si crea una situazione surreale, visto che alla risoluzione naturale dell’accordo mancavano solo sette giorni e due puntate. I dirigenti della rete, consultati per telefono, autorizzano Porro alla conduzione della sua ultima puntata. Colombo, in trasmissione accenna in diretta a quello che ha appena appreso: “Mi dispiace che tu sia stato licenziato…”. Attimi di sconcerto in regia e in studio. Feltri sospira. Porro lo interrompe e minimizza: “Mannó Colombo, questo non c’entra, adesso non ne parliamo…”.

Poi fa un accenno esplicito all’addio solo nel finale, ma non dice nulla su quello che è accaduto: “Purtroppo questa è la mia ultima puntata, sono stati due anni molto belli, ringrazio tutti e vi saluto”. Luca Telese, l’altro conduttore, è basito. Sul web piovono dubbi e interrogativi. A cui Porro risponde in tarda serata con un tweet in cui fa un riferimento esplicito alla vicenda: “Ai tanti amici di Twitter devo un grande grande saluto da ‘In Onda’ La7. Con questa sera lascio. Mi spiace, al nuovo editore un po’ meno”. Anche Cairo sceglie il basso profilo e non commenta l’accaduto.

Ma chi ha orecchiato il racconto del botta e risposta è rimasto impressionato: “Sei sleale, il nostro rapporto finisce qui”, avrebbe chiosato Cairo. “Di televisione non capisce…”, avrebbe risposto Porro. Interpellato da ilfattoquotidiano.it il conduttore di ‘Virus’ non vuole aggiungere molto: “Posso solo dire che ho chiuso polemicamente il mio rapporto con La7 e con il ‘berlusconiano’ Cairo”.

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