L’elenco dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia parla chiaro: la maggioranza fa capo a banche e assicurazioni (leggi). Eppure, una legge del 2005 aveva stabilito il trasferimento allo Stato entro tre anni delle quote in mano ai privati. Ma il regolamento attuativo non è mai stato approvato e la politica ha preferito sorvolare. A molti appare un enorme caso di conflitto di interessi, visto che tra i poteri della Banca centrale c’è quello di vigilare sul sistema bancario. Ma da Via Nazionale arrivano ciclicamente ampie rassicurazioni: il problema non c’è – è scritto in un recente comunicato ufficiale  – perché la governance, cioé la struttura decisionale prevista dallo Statuto, è indipendente dai partecipanti privati al capitale. Una posizione ribadita dallo stesso direttore generale  Salvatore Rossi (guarda il video). Al tema è dedicata la puntata settimanale di ‘Uomo da marciapiede’. La gran parte degli interpellati non conosce la questione. Altri sanno e dicono che è uno scandalo. Altri ancora la ritengono una cosa normale, perché le banche “non hanno alcuna influenza sul potere di vigilanza”. E voi come la pensate? Dite la vostra nei commenti e votando la risposta che vi convince di più  di Piero Ricca, riprese e montaggio di Ricky Farina, musiche di Nicola Gelo

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Telecom, insieme alla rete vuole vendere allo Stato 22mila dipendenti

next
Articolo Successivo

Bankitalia, il Dg Rossi: “Nessun conflitto d’interessi. Riforma? La politica agisca”

next