Sabato sera la polizia ha sequestrato il pianoforte e l’automobile di Davide Martello, il musicista italo-tedesco che per diverse sere con le sue note ha incantato gli occupanti di piazza Taksim. “Sono venuto a Istanbul per portare un po’ di serenità con la mia musica – racconta il pianista – Ero a Sofia per dei concerti, ho caricato tutto in auto e sono andato direttamente in piazza Taksim. Ho suonato per tre notti, 13 ore al giorno senza pausa”. Adesso il suo pianoforte è in un deposito giudiziario, assieme a tutto quello che Martello aveva portato con sé: “Ho bisogno di riavere il mio strumento, senza di quello non posso vivere. Non vedo l’ora di riaverlo e andare via, gli scontri si stanno allargando a tutta la città, non so come andrà a finire”  di Cosimo Caridi 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Scontri Turchia, Erdogan: “Non riconosco il Parlamento europeo”. Fermati 7 reporter

prev
Articolo Successivo

Te la do io l’Onu/9 – La scalata alla vita di Candido, figlio dell’Onu (parte 1)

next