Tutto ha avuto inizio dal sequestro, nell’ottobre 2011, dell’area del polo tecnologico della nautica, nel casertano, per la presenza di inquinanti di ogni genere. L’avvio dell’inchiesta che oggi ha portato la Guardia di finanza di Napoli, nucleo di polizia tributaria, a eseguire un nuovo sequestro per equivalente di beni per un valore di 9 milioni di euro, a carico del gruppo Coppola. Alla famiglia appartiene Cristiana Coppola, ex vicepresidente di Confindustria. Tra gli indagati figurano i fratelli di quella che è stata la numero due di Emma Marcegaglia, Francesco e Ilaria Coppola, legali rappresentanti di alcune aziende della galassia.

Le Fiamme gialle contestano al gruppo industriale e agli indagati l’omesso versamento dell’Iva e l’utilizzo in compensazione di crediti tributari ritenuti inesistenti. L’indagine della Procura di Napoli, pm Giovanni Conzo, è coordinata dall’aggiunto Francesco Greco. Tra i beni sotto sigillo immobili, partecipazioni azionarie, obbligazioni e disponibilità liquide. Le società del gruppo coinvolte sono molteplici a partire dalla Mirabella Spa che ha omesso di versare l’Iva dovuta per l’anno 2010 per un importo di 6 milioni e mezzo di euro. Le altre aziende coinvolte hanno commesso la stessa violazione per cifre differenti.

“La Servizi turistici srl – comunica l’ufficio di Procura – ha omesso di versare l’Iva per gli anni 2006-2007-2008 per un ammontare di 673.990 euro, nonché ha utilizzato in compensazione, nell’anno 2008, crediti tributari inesistenti ammontanti ad euro 509.146 euro”. Un’indagine che oggi ha avuto una prima discovery, ma che procede anche in altre direzioni e potrebbe avere nuovi sviluppi. Un altro filone riguarda proprio i rifiuti. Il comando provinciale del corpo forestale dello stato di Napoli, guidato dal generale Sergio Costa, ha eseguito numerose perquisizioni in diverse aziende e laboratori coinvolti in un vasto giro di traffico illecito di rifiuti, per alcuni indagati aggravato dall’aver favorito il crimine organizzato. Tutto inizia dal sequestro del polo tecnologico della nautica riguardante il ‘Gruppo Coppola’, nel quale furono rinvenuti rifiuti speciali, compreso amianto triturato. Una vera e proprio discarica di 20 ettari in un’area che doveva, invece, essere destinata a recupero ambientale.

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