Spuntano i primi nomi nell’inchiesta sui rimborsi dei consiglieri regionali della Calabria. Tra gli indagati anche il neo senatore Giovanni Bilardi, coordinatore del movimento “Scopelliti presidente” e candidato ed eletto nella lista “Grande Sud”. Ieri la guardia di finanza ha notificato 13 avvisi di garanzia ai politici che nei prossimi giorni saranno interrogati dal procuratore capo Federico Cafiero De Raho e dal sostituto Matteo Centini. La notizia è apparsa sul giornale locale Il Quotidiano della Calabria e sotto accusa ci sono sia consiglieri di centrodestra che di centrosinistra.  Oltre al senatore Bilardi, infatti, l’avviso di comparizione ha colpito gli assessori Luigi Fedele (Pdl), Alfonso Dattolo (Udc) e Pino Gentile (Pdl), il sottosegretario Alberto Sarra (Pdl) e i consiglieri Agazio Loiero (ex presidente della Regione), Giulio Serra (Insieme per la Calabria), Giuseppe Bova (gruppo misto), Sandro Principe (Pd), Gianpaolo Chiappetta (Pdl), Nino De Gaetano (ex Prc-Fds oggi Pd), Vincenzo Antonio Ciconte (ex Progetto democratico) ed Emilio De Masi (Idv).

Stando a quanto accertato dalle fiamme gialle, i politici calabresi si sarebbero fatti rimborsare di tutto: dai “gratta e vinci” alla Tarsu. Nei bilanci dei gruppi, inoltre, gli uomini del colonnello Claudio Petrozziello hanno trovato scontrini di 70 centesimi per il caffè, le cartelle esattoriali di Equitalia, i viaggi negli Stati Uniti, in Russia e a Montecarlo, le gite alle terme. La Finanza avrebbe ricostruito la documentazione sequestrata a dicembre a palazzo Campanella. Quello che non è stato trovato, invece, è una somma che va da 600mila a un milione di euro, soldi pubblici che dai bilanci dei gruppi sarebbero spariti.

Anche questo dovranno chiarire gli indagati che, nel giro di pochi giorni, saranno sentiti dai magistrati. Dovranno rispondere di peculato, concorso in peculato e falso.

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