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I parlamentari modenesi: “Rodotà troppo radicale e duro col riformismo del Pd”

Richetti e compagni di circoscrizione criticano duramente il candidato 5 Stelle, comunque di area Pd. Di tutt'altro avviso il consigliere regionale Casadei: "Perchè non l'avete votato?"
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I parlamentari modenesi del Pd Baruffi, Galli, Ghizzoni, Guerra, Kyenge, Patriarca, Pini, Richetti e Vaccari hanno “convintamente” votato Giorgio Napolitano, dopo che sono state bruciate le due candidature di Marini e Prodi. “Non ci sono scusanti per quanto accaduto in precedenza- scrivono in una nota- restava solo il dovere di porre rimedio in fretta per restituire al paese certezza e stabilità istituzionale. E la migliore risposta possibile è oggi il presidente Giorgio Napolitano”.

Quanto a Rodotà i parlamentari modenesi gli riconoscono “esperienza e il prestigio accademico utili a ricoprire tale carica istituzionale. Ma non può sfuggire che il radicalismo assunto da Rodotà, sommato alle argomentate ma pur sempre dure critiche al riformismo del pd espresse fin dalla sua nascita, impediscono alla comunità democratica di convergere nella sua interezza sul suo nome. Pertanto la sua figura non poteva, nei fatti, raccogliere i necessari 504 voti”.

In mattinata, un altro consigliere regionale Pd, Thomas Casadei, da Facebook aveva invece invitato i parlamentari a “evitare l’ennesimo, grave, errore: perdere i consensi di tanti democratici e persone progressiste che non riescono a capire perchè, ora, non si vota Rodotá”. Il rifiuto verso l’ex garante della privacy, per Casadei  “è effettivamente incomprensibile”, visto che si tratta di “una figura emblematica dei beni comuni, un custode della costituzione”. Parlamentari Pd, aveva scritto Casadei, “ho cessato di provare a capirvi”

 

 

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