Non ho rapporto alcuno con il Movimento 5 stelle e non ho condiviso molte delle scelte sin qui compiute dal loro stato maggiore. Eppure non riesco a condividere le critiche e il fastidio riservato alla cosiddette “Quirinarie”.Sicuramente quel metodo di consultazione va rivisto e reso più affidabile, sicuramente le procedure democratiche debbono essere più trasparenti, e non vi è dubbio che il voto non possa e non debba essere indirizzato con interventi astuti e maliziosi, magari dati in corso d’opera, o meglio di consultazioni.

Tutto ciò premesso, trovo insopportabili le critiche e i sorrisini di sufficienza riservati ai risultati finali. Che piaccia o no quei nomi corrispondono alle biografie di donne e uomini perbene, capaci, competenti, dotati di biografie in linea con la Costituzione e con il dover di aver servito e di servire la Repubblica con decoro e con senso delle istituzioni, come avrebbero detto le madri e i padri della nostra carta fondamentale.

Cosa ci sarà mai da storcere la bocca di fronte ai nomi di Milena Gabanelli, di Gino Strada, di Stefano Rodotà, di Gustavo Zagrebelsky, per limitarsi ai primi quattro? Perché mai sarebbero meno capaci degli oligarchi di sempre?

Si tratta di persone che, nella loro vita, hanno dimostrato di amare la libertà, la pace, compreso l’articolo 11 della Costituzione, i diritti civili per tutte e per tutti, l’inclusione sociale, la libertà di pensiero e di informazione contro bavagli e censure, di ogni tipo, natura , confessione e colore, ma forse quelli che per molti sono virtù, per altri sono intollerabili e pericolosi vizi! Alcuni di questi nomi stanno anche in testa alle preferenze di tanti elettori ed elettrici del Pd, di Sel, e persino di Scelta Civica.

Non piacciono invece a chi vuole non il Presidente di tutti, ma un garante degli equilibri attuali, del conflitto di interessi, degli egoismi di sempre. Chi non vuole questo tipo di Presidente, ha il dovere di unire i voti dei grandi elettori e di mandare all’aria accordi ed accordicchi di varia natura e di farlo subito, sin dalla prima votazione.
Per tornare a litigare ci sarà sempre tempo, ma sarà meglio farlo avendo messo in sicurezza il Quirinale e le istituzioni repubblicane.

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