Urne virtuali chiuse per le Quirinarie. Vince Milena Gabanelli, giornalista di Report, seguita dal fondatore di Emergency Gino Strada e dal giurista Stefano Rodotà. ”Si è conclusa la verifica dei voti assegnati ai nove candidati per la Presidenza della Repubblica. Ringrazio chi ha votato”, ha scritto Beppe Grillo che ritiene l’esito del voto una “scelta straordinaria” perché si tratta di “una persona che lotta contro i poteri forti” che il Movimento è pronto a sostenere fino alla terza votazione. Poi, ha detto, “dobbiamo aspettare e vedere cosa scelgono gli altri. Non so cosa potrà succedere se si arriva alla quarta”. Una conferma che il M5S vuole contare nella scelta al Quirinale e che, a differenza dell’intransigenza sulla formazione del governo, è anche pronto a confrontarsi col Pd nel caso in cui la sua candidata non prevalesse entro il terzo voto.

Una strategia che pare confermata da Paolo Becchi, docente di Filosofia del Diritto a Genova considerato l’ideologo del Movimento 5 Stelle. “Se Gabanelli e Strada dovessero rifiutare entrerebbe in gioco Rodotà: la sua candidatura metterebbe in estrema difficoltà il Pd”, spiega il professore al quotidiano online. “E’ una figura di altissimo profilo e i democrat si troverebbe in difficoltà non votandolo e preferendo uno dei suoi ‘vecchi’ come la Finocchiaro, Marini o Amato. Qualcuno nel Pd lo voterà”. Poco dopo becchi ha ribadito su Twitter: “Con Rodotà mettiamo in crisi il Pd”.

Ed è ancora Beppe Grillo, nel pomeriggio, a rivolgersi direttamente al segretario del Pd: “Ci pensi Bersani, ci pensi” a votare Gabanelli per il Quirinale, esorta in un videomessaggio sulla webtv “La Cosa”. “Potrebbe essere un inizio? Chissà. Provi, provi a votarla. Poi vedremo” se a partire dai temi dei “rimborsi elettorali” e della”corruzione”, se sarà possibile” trovare una convergenza”. Bersani, però, avrebbe in serbo due carte coperte: Sabino Cassese, giudice della Corte Costituzionale e Franco Gallo, presidente della Consulta.

Il leader 5 Stelle sul suo blog non svela però quanti siano stati i votanti, nè quante preferenze abbia preso ciascun candidato. Si conosce solo il dato degli aventi diritto, 48.282, che, ribadisce Grillo, “dovevano essere iscritti al Movimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012 con un documento di identità digitalizzato”. La classifica prosegue con Gustavo Zagrebelsky al quarto posto, poi Ferdinando Imposimato, Emma Bonino e Gian Carlo Caselli. Infine Romano Prodi e Dario Fo

Deputati e senatori Cinque Stelle si riuniscono stasera alle 19,30 a Montecitorio per discutere del risultato. Potrebbe quindi essere rinviato l’incontro in programma per oggi con i capigruppo Pd.

”Quando pensano che tu sia all’altezza di un compito così grande si può solo essere onorati, perchè è altamente gratificante”, ha commentato la Gabanelli all’Ansa. ”In merito alla candidatura – ha puntualizzato – quando i proponenti mi chiederanno però risponderò. Ora posso dire che sono assolutamente commossa e anche sopravvalutata”. E’ un premio alle sue battaglie? “Le battaglie le faccio nel campo di mia competenza, ovvero nel territorio che conosco”, ha risposto. A un mese dalle elezioni al Fatto quotidiano.it, la giornalista aveva ricordato di essere stata più volte corteggiata dai partiti, ma di avere sempre declinato l’invito. “Se mi hanno chiesto di candidarmi? Sì diverse volte, a partire dalla Lega – aveva detto – poi il Pd e varie Liste civiche. Ma ho sempre detto ‘no’”.

Nessun commento invece da Gino Strada. “Lo apprendo adesso – ha detto riferendosi ai risultati – non ho commenti da fare, non sarebbe serio. Sto a guardare”. La vittoria della Gabanelli sulla pagina Facebook del leader 5 Stelle è stata accolta molto positivamente dagli utenti, soddisfatti anche della “sconfitta” di Prodi, che già nei giorni scorsi era stato criticato perché considerato uomo dell’establishment vicino ai poteri forti. Una candidatura sulla quale era ritornato lunedì Gianroberto Casaleggio che, durante l’incontro con gli imprenditori a Torino, aveva dichiarato di preferire un nome super partes non legato al mondo della politica, aggiungendo però che, se il Movimento lo avesse scelto, allora lo avrebbero votato. A fronte dei risultati delle Quirinarie, l’ex premier a margine di un convegno a Roma ha dichiarato di non volere dire “nulla per evidenti motivi”. 

Grillo, che ha cominciato oggi il suo tour in Friuli Venezia Giulia, ha puntualizzato che se la Gabanelli “eventualmente non accetta passeremo al secondo e poi eventualmente al terzo” candidato. Entusiasti i commenti che arrivano dai parlamentari 5 Stelle. “I primi tre nomi – Gabanelli, Strada e Rodotà – sono i nomi migliori che si potessero indicare. La Rete ha scelto il meglio e io ne sono orgoglioso e felice”, ha detto il deputato Roberto Fico. “Le nostre scelte – sottolinea – sono state fatte nel segno della trasparenza, fuori da logiche di inciucio. E abbiamo finito per premiare la competenza, le capacità, la qualità. Ora – conclude – bisogna verificare la disponibilità di Gabanelli e se dovesse accettare, sarà il nome che porteremo avanti”. 

Sul fronte centrodestra, la scelta del Movimento 5 Stelle non piace però a Daniele Capezzone, coordinatore dei dipartimenti Pdl, secondo cui “con la candidatura grillina di Milena Gabanelli al Quirinale, la Repubblica italiana avrebbe bisogno di un nuovo simbolo: le manette. Ma non abbiamo bisogno di un’Italia fondata sul giustizialismo”.