Non è di Spinoza.it, né di Grillo, né dei Saggi la migliore battuta della settimana. Ma di Umberto Bossi pescato dai cronisti dal notaio addirittura con una penna in mano. Per esercitarsi con le vocali o per fondare una nuova Lega?

Ma no, ha risposto il vecchio leader della vecchia Lega: “Sto fondando una nuova associazione culturale”. Due notizie in una. Trattandosi ora di rintracciare la prima delle due. Probabile risalga ai tempi della primigenia laurea, quella conseguita per corrispondenza tra i molti bar della Scuola Radio Elettra. Oppure della seconda, in Elettromedicina immaginaria, Università di Pavia. Oppure ancora tra i legni del Circolo filologico di Varese, quando studiava i suoni gutturali del dialetto, le sue radici celtiche e copiava dalle biciclette Legnano la figura dell’Alberto da Giussano con lo spadone per farne il simbolo della nascente Lega lombarda.

A quei tempi il piccolo Maroni gli trotterellava indietro di due passi e correva a comprargli le sigarette. Più o meno quello che oggi fa il Trota anche lui chiamato nella nuova impresa per aggiungere quel tocco di Albania balcanica alla macro cultura del padre.

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