Sarà “più sano e più bello”, ma chissà se il secondo cammello regalato a Francois Hollande sarà anche più fortunato del primo, diventato spezzatino. Un periodo decisamente sfortunato per il presidente francese, che dopo gli scandali che hanno travolto il suo governo, non può neanche consolarsi con il cammello che le autorità del Mali gli avevano regalato lo scorso febbraio durante una visita nel Paese africano. Un dono per ringraziarlo di aver inviato le truppe francesi, a gennaio, contro i ribelli jihadisti, ma che ha avuto vita breve. L’animale, infatti, era stato affidato a una famiglia di Timbuctù che, evidentemente affamata, non ha badato al prestigio dell’esemplare e l’ha cucinato.

La vicenda ha scatenato l’ironia della stampa francese che ha definito la morte del cammello “il danno che si aggiunge alla beffa”. L’animale non ha potuto potuto così godere di nessuna passeggiata sugli Champs Elysees in compagnia del presidente francese che aveva promesso alle autorità del Paese africano di farne il suo mezzo di locomozione preferito. 

La notizia è stata annunciata a Parigi dal Ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian. “Non meritava questo destino”, è stato il commento del presidente, che evidentemente non l’ha presa bene. Dopo l’imbarazzo iniziale, comunque, è giunta la promessa da parte dei maliani di fornire a Hollande un cammello “più grande e più bello” del suo sfortunato predecessore. Stavolta, sembra che l’animale verrà spedito nella capitale francese, dove si spera che ad attenderlo ci sarà un futuro meno crudele. 

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