Non sapevo che in Lombardia Rivoluzione Civile propone il voto disgiunto e sostiene Ambrosoli.

Nel mio precedente articolo invitavo Ingroia e Grillo a scegliere il voto disgiunto per evitare che il Maroni diventi presidente della Lombardia.
Ma Ingroia aveva già fatto questa scelta.
Mi scuso per l’errore.
E non mi metto a spiegare perché ho sbagliato cercando di attenuare la mia colpa perché credo che giustificarsi sia un pessimo costume nazionale (ho sbagliato perché mi si è rotta l’automobile, avevo il mal di pancia e c’è stato lo tzunami).
Credo invece che se uno sbaglia debba dedicarsi al risarcimento.

Quindi ho pensato di controbilanciare le mie errate parole dedicandomi a intervistare un esponente di punta di Rivoluzione Civile, il mio caro amico Michele Dotti. Si tratta di un giovane padre di famiglia che da anni è impegnato nel volontariato in Africa, nella formazione e nella didattica sui temi dell’etica e della solidarietà. Insieme abbiamo realizzato un libro: Non è vero che tutto va peggio basato su una notevole ricerca di dati e statistiche che dimostrano incontrovertibilmente che negli ultimi 50 anni, come negli ultimi 5.000, del resto, l’umanità ha continuato a progredire…Anche se ancora c’è molto da fare…Insomma abbiamo cercato di dimostrare che gli sforzi di milioni di esseri umani per migliorare il mondo stanno dando (lentamente) i loro frutti (il libro è edito, fatto significativo, visto il tema, dalle Edizioni Missionarie Italiane.).

Michele due anni fa ha lanciato un appello che anch’io sottoscrissi, che si intitolava “Abbiamo un sogno” e che portò al coagularsi come formazione politica di un’ampia parte delle associazioni solidali ed ecologiche italiane, che attraverso un invidiabile percorso condiviso arrivarono a fondersi con il rinnovato Partito dei Verdi diretto da Bonelli. Sono nati così gli “Ecologisti e Reti Civiche-Verdi Europei” che ora fanno parte di Rivoluzione Civile.

Michele Dotti è candidato per Rivoluzione Civile in Emilia Romagna e Veneto.
Ed ecco la mia intervista:
Jacopo: Mi sembra che Rivoluzione Civile abbia molti nemici. Perché secondo te?
Michele: Noi siamo gli unici ad avere un progetto forte ed efficace di difesa della democrazia e della legalità. È chiaro quindi che si cerchi in ogni modo di fermarci.
E’ in atto una grande campagna di disinformazione per scoraggiare a votare Rivoluzione Civile. Ma sono tentativi spuntati, l’entusiasmo, la voglia di cambiamento e la passione civile si stanno ormai diffondendo inarrestabili!

Chi siete? Avete messo insieme parecchie organizzazioni…
Sì, per noi la diversità è un valore! Per decenni la sinistra ha spaccato l’atomo e la frammentazione ha costituito la principale causa di debolezza di tutte le alternative politiche; noi siamo riusciti invece ad unire non solo le formazioni politiche alternative a Berlusconi e Monti ma, cosa più importante, le migliori energie della società civile. Cioè l’enorme patrimonio di associazioni locali impegnate in difesa del territorio, il mondo della cooperazione e delle economie solidali, le associazioni di volontariato, le associazioni culturali. Siamo l’unica forza in Italia che oggi ha una presenza capillare fatta di militanti impegnati quotidianamente a migliorare le condizioni di vita della gente e a sostenere con azioni concrete le famiglie in difficoltà, i disabili, le persone che vivono disastrose situazioni economiche ed emotive.
Noi oltrepasseremo abbondantemente il quorum, e oltre metà delle persone che manderemo in parlamento saranno espressione della società civile!

Cosa diresti per spiegare a un italiano perché è importante votare per Rivoluzione Civile?
Perché noi entreremo in Parlamento con le mani libere!
Non abbiamo debiti di riconoscenza con nessun potente.
Siamo riusciti a ottenere un risultato eccezionale in pochi mesi e con una campagna di comunicazione a bassissimo costo.
Quindi senza avere debiti con le grandi lobby che hanno da sempre finanziato la politica e poi ovviamente vengono a chiederne conto.
Per questo la nostra esistenza è stata fortemente censurata e oscurata.
Si continua a parlare del Guatemala e dello scandalo di un giudice che si impegna in politica semplicemente per non parlare del nostro programma politico: noi siamo contro le grandi opere inutili, gli armamenti, vogliamo affrontare con forza la questione sociale, difendere i diritti, l’ambiente, la cultura, lottare contro il precariato e la disoccupazione.
Su tutta una serie di scelte essenziali il nostro programma va pertanto contro gli interessi della grande finanza, che con Monti scende in campo direttamente per fare i propri interessi miliardari.
E per questo noi siamo il bersaglio…perché ci opponiamo al fatto che il mercato diventi l’unico regolatore della nostra società e delle nostre vite. Rifiutiamo la svendita di tutti i beni comuni materiali (come acqua e territorio) e anche immateriali (come cultura e istruzione).
Stanno rapinando la ricchezza di una nazione ma anche depredando il nostro futuro. Per questo noi vogliamo invertire completamente la rotta.

Non ci si rende conto della gravità e della portata delle azioni che ha fatto il governo Monti, che è inaudita! Dentro al Fiscal Compact non ha senso parlare di diritti e beni comuni. Si prevedono 47 miliardi di euro di tagli alla spesa sociale, ogni anno, per i prossimi 20 anni. Parallelamente però, per i prossimi 12 anni, ci sono quasi 20 miliardi di investimenti in spese militari all’anno.
La realtà è che in Italia non mancano i soldi, ma un gruppo di finanzieri e lobby sta depredando la ricchezza nazionale con la complicità della politica.

Grillo purtroppo colpisce i burattini e non i burattinai. Ha ragione a scagliarsi contro gli sprechi della politica, i vitalizi, gli stipendi d’oro, i privilegi. Ha perfettamente ragione. Ma paradossalmente, in questo modo, facendo di tutta l’erba un fascio, finisce quasi per essere funzionale al disegno neoliberista e contribuisce a delegittimare ulteriormente la politica. Il progetto neoliberista ha infatti come principale obiettivo di cancellare la politica e la democrazia, per lasciare che tutto sia governato dal mercato! Noi invece vogliamo che la politica recuperi il suo ruolo di orientamento e controllo dell’economia in vista del bene comune, proprio come prevede la nostra bellissima Costituzione. Come ha detto Ingroia, noi siamo i partigiani della Costituzione.

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