Ammonta a 102,8 miliardi di euro il valore dei titoli di Stato italiani in carico alla Bce, una somma che è quasi la metà del totale dei bond sovrani acquistati in questi anni dall’Eurotower nel quadro del Securities Market Programme avviato sotto la presidenza Trichet.

I dati diffusi oggi dalla Banca Centrale Europea mostrano come il totale ammonti a 218 miliardi di titoli di Stato: a parte quelli italiani, l’Eurotower ha in pancia bond spagnoli per 44,3 miliardi, greci per 33,9 miliardi, portoghesi per 22,8 miliardi, e irlandesi per 14,2 miliardi. Quanto alla maturità media dei bond acquistati dalla Bce, i più lunghi sono quelli irlandesi (4,6 anni di vita residua), seguiti da quelli italiani (4,5 anni).

La Banca centrale europea ha chiuso il 2012 con un utile netto di 998 milioni di euro, in rialzo dai 728 milioni del 2011. Il surplus è stato di 2,164 miliardi (1,894 nel 2011), di cui 1,166 miliardi messi a riserva a copertura dei rischi. I margini netti realizzati dalla Bce sugli interessiraggiungono i 2,289 miliardi (1,999 miliardi nel 2011), di cui 1,108 miliardi dai titoli di Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo e Italia acquistati attraverso il programma Omt. Dell’utile 2012 sono già stati girati 575 milioni alle banche centrali nazionali dell’Eurozona: i restanti 423 milioni saranno distribuiti il 25 febbraio.

Dallo stesso bilancio emerge che il presidente della Bce, Mario Draghi, stacca di oltre 200mila dollari il suo omologo alla Federal Reserve americana, Ben Bernanke, sul fronte stipendio. Secondo il bilancio annuale della Bce, nel 2012 lo stipendio base del numero uno dell’Eurotower è stato di 374.124 euro, pari a 493.694 dollari, mentre quello di Bernanke, secondo i dati di Bloomberg, è stato di 199.700 dollari. A Draghi va anche meglio del governatore della Banca d’Inghilterra, Mervin King, che nel 2012 ha avuto uno stipendio di 465.869 dollari. 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Crisi, Pmi: l’attività economica dell’Eurozona scende ancora a febbraio

prev
Articolo Successivo

Grecia: “Se l’Europa avesse agito con rapidità sarebbero bastati 50-70 miliardi”

next