”E’ ovvio che non è dignitoso per nessuno ricevere un salario essendo al tempo stesso richiesti di rimanere a casa”. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, lancia ai microfoni di Radio1 Rai, un “accorato appello al dialogo” dopo la decisione della Fiat di retribuire i 19 lavoratori di Pomigliano iscritti alla Fiom senza farli andare in fabbrica. Le tute blu si ripresentano al lavoro, ma non hanno alcuna mansione e vengono rimandate a casa. Danno così mandato ai legali della Fiom di procedere con la denuncia nei confronti della Fiat “per reiterata discriminazione”. “Non vogliamo passare per i parassiti della società, con un’azienda che ci paga per restare a casa”, spiegano.

“Non è dignitoso, e in questo senso – precisa il ministro – non posso che concordare in maniera piena e totale con quanto espresse il presidente della Repubblica Napolitano”, quando nel 2010 scrisse una lettera di sostegno ai tre operai Fiom della Fiat di Melfi che si trovano nella stessa situazione dei lavoratori di Pomigliano d’Arco: reintegrati, ma non riammessi in fabbrica dall’azienda. “Da qui a prendere delle misure, che per un governo in uscita non sarebbero possibili, ce ne corre; lancio però un appello perché nella contrapposizione si esce sempre tutti perdenti. Il mio è davvero un accorato appello al dialogo e spero che sia raccolto”.

Plaude alle parole del ministro il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini che insiste però sulla necessità di un intervento del governo uscente. “Credo che siano importanti le parole del ministro Fornero quando si rivolge a tutti perché si esca da questa situazione, ma la Fiom continua a credere che anche un governo in uscita dovrebbe comunque intervenire, dovrebbe fare qualcosina in più. Credo che sarebbe importante che il governo, come ha fatto in altre occasioni, convochi Fiat, convochi le parti”. Landini non esclude la possibilità di rivolgerci direttamente al presidente della Repubblica Napolitano che “per la sua sensibilità e per ciò che rappresenta ha sempre a cuore la situazione dei lavoratori”. Domani ci sarà ai cancelli di Pomigliano un’assemblea con i cassaintegrati dello stabilimento, poi un volantinaggio tra i lavoratori al cambio turno in fabbrica.

Intanto Rivoluzione Civile ha deciso di candidare Antonio Di Luca, operaio della Fiat a Pomigliano, delegato Fiom. “Non è soltanto un scelta simbolica, ma una scelta di campo: noi siamo dalla parte dei lavoratori, e soprattutto da quella parte dei lavoratori che hanno operato nel mondo Fiat contro il modello Marchionne” spiega Antonio Ingroia ospite del Forum Ansa. Noi siamo alternativi al modello di padrone, uso questo termine perché Marchionne sa tanto di padrone delle ferriere dei bei tempi andati. E’ stata mia e la rivendico la decisione di candidare sostanzialmente come capolista in Campania Antonio Di Luca”, uno dei 19 operai Fiom riassunti a Pomigliano dopo una sentenza della Corte di Appello di Roma, e che Fiat ha deciso di retribuire regolarmente ma di non riammettere al lavoro in fabbrica.

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