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Zeman esonerato dalla Roma, in pole position ora c’è Laurent Blanc

Si chiude nel peggiore dei modi la seconda esperienza del tecnico boemo sulla panchina giallorossa: dopo il flop di Luis Enrique di un anno fa, naufraga anche il nuovo "progetto" della società capitolina. Per la ricostruzione si pensa all'ex c.t. della nazionale francese
Zeman esonerato dalla Roma, in pole position ora c’è Laurent Blanc
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Capolinea. La seconda avventura di Zdenek Zeman sulla panchina della Roma si è conclusa. La società, al termine di un vertice convocato d’urgenza dopo la sconfitta casalinga contro il Cagliari per 2-4, ha deciso di sollevare il tecnico boemo dal proprio incarico. Le avvisaglie di un esonero c’erano già stata la settimana scorsa, quando il ds Walter Sabatini aveva di fatto sfiduciato l’allenatore. Per il momento la squadra è stata affidata ad Aurelio Andreazzoli. Una scelta temporanea, in attesa di conoscere il nome del futuro tecnico. Il nome più caldo, emerso nelle ultime ore, è quello dell’ex allenatore della Francia Laurent Blanc. Meno convincenti appaiono le candidature all’ex allenatore del Siena, Marco Giampaolo e dell’ex tecnico del Barcellona Frank Rijkaard.

All’uscita dal vertice, il direttore generale della Roma, Franco Baldini, ha voluto precisare che “Zeman non è l’unico responsabile”, ma che la decisione di esonerarlo era “l’unica possibile” per la società. “Aurelio Andreazzoli – ha aggiunto Baldini – ha tutta la nostra fiducia, conosce bene i giocatori. Da tanti anni è nell’ambiente e con lui non si perderà tempo. Abbiamo parlato con la proprietà e valutato qualsiasi posizione, non solo quella dell’allenatore. E’ un atto di responsabilità da parte mia rimanere qui a prendere decisioni. Abbiamo fatto le nostre valutazioni e continueremo a farle”, ha concluso il dg.

Il ritorno di Zeman sulla panchina della Roma, annunciato la scorsa estate, doveva rappresentare per la squadra giallorossa l’inizio di un nuovo ciclo. Dopo il fallimento del “progetto” Luis Enrique, la società aveva scelto un allenatore amatissimo dalla tifoseria, un iconoclasta mai banale, ma soprattutto un tecnico capace di regalare spettacolo. Rilanciato dalla cavalcata sulla panchina del Pescara, trascinato in Serie A a suon di gol, Zeman sembrava l’uomo giusto per ridare entusiasmo a una piazza incapace negli ultimi anni di lottare per grandi traguardi. Il mercato gli aveva regalato giocatori di talento (Destro, Marquinhos, Balzaretti) e qualche onesto gregario (Bradley, Castan, Tachtsidis), ma soprattutto la conferma delle stelle della squadra, su tutte “capitan futuro” Daniele De Rossi.

In termini di spettacolo la squadra non ha tradito le attese: la Roma ha il miglior attacco della Serie A e il tecnico boemo ha valorizzato elementi di qualità come Florenzi, Osvaldo e Lamela, mai così decisivi in passato. La tenuta difensiva della squadra, però, da parecchie settimane faceva acqua: le squadre avversarie, non ultimo il Cagliari, avevano vita facile nella metà campo giallorossa, dove spesso si aprivano praterie tra centrocampo e difesa e tra quest’ultima e il portiere. L’ultima nota dolente riguarda proprio la gestione dei numeri uno: giubilato in fretta e furia il portiere della nazionale olandese, Stekelenburg, Zeman aveva preteso l’ingaggio di un portiere “moderno” come l’uruguaiano Mauro Goicoechea. Ironia della sorte, proprio lui è stato protagonista della “papera” decisiva contro il Cagliari: quando la palla è sfuggita delle sue mani sull’innocuo cross di Avelar ed è rotolata in porta nello stupore generale, il destino di Zeman è apparso segnato. O, forse, lo era già.

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