“Uno che rischia il carcere vi pare possa essere lucido?”. Lo chiede l’avvocato di Fabrizio Corona Nadia Alecci, raggiunta dai cronisti nei corridoi del Tribunale di Milano. Commentando la fuga del suo assistito, il legale afferma che “era meglio non scappare” e che al rientro di Corona si cercherà di “limitare il danno“, riferendosi alla revoca dei benefici concessi per la precedente condanna, che ora si somma alla più recente per un totale di sette anni e dieci mesi di detenzione. “Si fosse consegnato di sua spontanea volontà”, aggiunge, “avrebbe potuto decidere a quale carcere bussare. Ora gli toccherà essere portato a Busto Arsizio, per la Corte europea”, dichiara la Alecci, “il carcere più fetuso che ci sia”. Il riferimento è alla recente sentenza che ha condannato l’Italia proprio per il sovraffollamento del penitenziario in provincia di Varese. “Se dice che è preoccupato per la sua incolumità”, chiude l’avvocato, “avrà i suoi motivi e me li farò spiegare. Ma non mi sembra che Corona sia uno sciocco, anzi” di Franz Baraggino

 

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