“Wow!”, esclamò il compassato professore in loden facendo sfoggio di giovanilismo su Twitter, per bullarsi con gli amici del club del bridge dei suoi follower.

Non prima, però, di aver fatto sfoggio di smile, che fa tanto cool.

L’intervista su Twitter di Mario Monti doveva essere un colpo mediatico importante, un balzo in avanti comunicativo da Ko. E invece i guru del presidente del Consiglio hanno fatto il passo più lungo della gamba, facendosi sgamare troppo facilmente.

Quasi certamente, infatti, dietro lo schermo, a rispondere agli utenti, non c’era Mario Monti ma qualche smanettone social addicted assoldato all’uopo. Anche perché, signori miei, riuscite a immaginare Monti mentre esclama WOW o si lascia andare a sorrisini virtuali e ammiccamenti vari?

I guru della comunicazione del presidente del Consiglio l’hanno fatta fuori dal vaso. Hanno trasformato un’operazione mediatica in un autogol clamoroso, tramutando Monti in un bimbominkia qualsiasi. Hanno fatto fare le capriole a un paralitico, insomma, dimenticando che gli utenti di Twitter non sono fessi e non ci cascano.

Ora si ritrovano a gestire un account che somiglia più a quello di un quindicenne che a quello di un noioso settantenne che ride più o meno quanto la mummia di Tutankhamon.

E ora che il meccanismo è innescato, cosa dobbiamo aspettarci? Un gemellaggio con Justin Bieber o l’iscrizione al fan club degli One Direction?

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