“Il cambiamento non è ‘tutti a casa’, ma che la partita sia contendibile. E stavolta in buona parte lo è stata”. A scriverlo sul suo blog è Pippo Civati, consigliere regionale, 37 anni, che in Lombardia ha stravinto. Per lui una vittoria che vale doppio: quella per le primarie parlamentari è stata in primis una sua battaglia. E anche se era stato tra i primi a mettere l’accento sulla sua realizzazione un po’ dubbia (a cominciare dalla data), alla fine i gazebo porteranno in Parlamento anche molti giovani e molti outsider. Se oggi ci saranno i risultati definitivi, per un quadro completo del posizionamento in lista dei vincitori bisognerà aspettare ancora qualche giorno. Molti volti nuovi però escono con affermazioni indiscutibili. Per cominciare, in Emilia-Romagna tra i più votati troviamo a Modena il renziano Matteo Richetti, presidente dimissionario dell’Assemblea legislativa, con oltre 9.400 preferenze, l’oro olimpico a Sydney 2000 Josefa Idem ed Enzo Lattuca segretario democratico di Cesena che compirà 25 anni a febbraio. I renziani ad entrare in Parlamento, tra vincitori dei gazebo e listino bloccato, dovrebbero essere una sessantina.

Se è per la Toscana, la più votata in assoluto è Elisa Simoni, attuale assessore al lavoro della Provincia di Firenze, che ha ottenuto 10.535 voti. Per quanto riguarda Firenze, dietro Simoni si sono piazzati Dario Nardella e Rosa Maria Di Giorgi, rispettivamente vicesindaco e assessore alla pubblica istruzione a Palazzo Vecchio, entrambi molto vicini al sindaco rottamatore. Caterina Cappelli, 25 anni, bersaniana, la seconda candidata più giovane d’Italia, è arrivata subito dietro al sindaco di Vinci, e renziano, David Parrini nelle primarie della federazione di Empoli. In Lombardia, nel complesso, sono i trenta-quarantenni a vincere le primarie: Veronica Tentori, ventisettenne, a Lecco; Alan Ferrari a Pavia e Chiara Braga a Como (sotto i quaranta entrambi).

Al sud sono molte le donne che si conquistano – anche inaspettatamente – un posto in Parlamento: Angelica Saggese, 40 anni, segretario generale del Comune di Salerno (e vicina a Enrico Letta) con 8200 voti è la seconda eletta nel collegio di Salerno. A trionfare a Palermo, dove esce un big come Sergio D’Antoni, è Magda Culotta, 26 anni, sindaco di Pollina. Passa anche Davide Faraone, uno dei renziani delle prima ora. La giovane altamurana Cecilia Ventricelli, 26 anni, candidata dei Giovani democratici è la prima nella provincia di Bari con 3612 voti.

E ancora. Nelle Marche, c’è stata l’affermazione di una studentessa di Urbino, Lara Ricciatti. Era a Nazareth Francesca Bonomo, 28 anni, quando ha saputo di essere arrivata seconda solo a Cesare Damiano a Torino. Candidata dei Giovani democratici, animatrice parrocchiale, è consigliera comunale di Barbania, nel Canavese. E poi c’è Donatella Albano, 55 anni, che vince a Imperia e arriverà in Parlamento dopo aver denunciato le infiltrazioni mafiose nell’area di Bordighera in cui era consigliere comunale.

Ma i gazebo premiano anche alcuni giovani dirigenti del Pd, che hanno scelto di correre, anche se avevano un posto certo nel listino del segretario: Stefano Fassina è primo a Roma con 11.762 voti, città che premia anche Matteo Orfini, con 4992. Andrea Orlando è il primo a La Spezia. Superano la prova dei gazebo anche due che fuorono tra le capoliste scelte da Veltroni: Marianna Madia a Roma prende 4967 voti e Pina Picierno 5197 a Caserta. E Francesco Boccia, economista vicino a Letta vince nettamente a Barletta-Andria-Trani. Dentro a Roma anche Roberto Giachetti. Come molti mostri sacri: a cominciare dalle derogate Anna Finocchiaro e Rosy Bindi, per arrivare a Cesare Damiano e Barbara Pollastrini.

da Il Fatto Quotidiano del 2 gennaio 2012

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