Cari amici, se avete un minuto da dedicarmi, vorrei rivolgervi una preghiera e una proposta.

1) La preghiera è semplicissima: abbonatevi al Fatto Quotidiano –> clicca qui. Lo dico a chi l’ha fatto nell’estate del 2009, al buio, quando il nostro giornale era ancora soltanto un sogno; a chi è arrivato dopo, quando siamo usciti in edicola; a chi ci ha scoperti strada facendo; a chi ha poi rinnovato l’abbonamento e a chi invece ha deciso di non rinnovarlo più, o perché non se lo poteva più permettere a causa della crisi, o perché l’abbiamo fatto incazzare con qualche nostro errore o disguido. E lo dico anche a chi non s’è mai abbonato, o perché preferisce acquistare il Fatto ogni giorno in edicola, o perché lo acquista solo una volta ogni tanto, o perché gli stiamo proprio sulle palle e non lo acquista mai.

I motivi per cui penso sia importante, per voi e per noi del Fatto, che chi può si abboni, sono tanti. Anzitutto la crisi che ha colpito tutto il mondo della carta stampata, noi compresi. Ma anche la natura del nostro giornale, pressoché unico nel panorama della stampa italiana: non voglio ripetere che siamo l’unico giornale che non percepisce un euro di denaro pubblico, perché già lo sapete, però è proprio così, e con questi chiari di luna non è un sacrificio da poco: però teniamo duro, convinti come siamo che i governi i fondi ai giornali non li diano gratis, ma si aspettino qualcosa di tangibile in cambio, il che spiega perché abbiamo la stampa più filogovernativa del mondo occidentale.

Fare un’informazione libera costa: perché i giornalisti e i collaboratori vanno retribuiti, perchè la carta costa sempre di più, così come la tipografia e tutte le altre spese necessarie per mandare il Fattoin edicola tutti i giorni. Già, proprio tutti, perché da due mesi usciamo anche il lunedì, come molti di voi ci avevano chiesto. E non è questa l’unica novità del nostro giornale, che si sta sviluppando, sta investendo (senza fare il passo più lungo della gamba), si sta sviluppando online e ora, dal 12.12.2012, anche sulla web-tv. Il nostro sito è il quarto giornale generalista online. Tra i quotidiani siamo secondi in Europa per il numero di fan su Facebook e terzi in Italia per il numero di follower su Twitter.

Per il 2013 abbiamo in cantiere altre novità, fra cui: una presenza maggiore su un settore che, dopo l’esperienza di “Saturno”, abbiamo troppo trascurato: la cultura, in tutte le sue forme; e, se ci riusciremo, un inserto economico che metta a nudo i poteri forti dell’economia e della finanza che comandano a bacchetta la politica.

Un giornale libero e indipendente non vuol dire né un giornale perfetto né un giornale neutrale. Noi, anzi, ci facciamo un punto d’onore di prendere sempre posizione, cercando di mantenere distinti i fatti dalle opinioni. Sbagliamo spesso, ma i nostri errori (come i nostri eventuali meriti) sono farina esclusiva del nostro sacco: nessuno ci dice cosa scrivere o non scrivere. E, ve lo assicuro, negli altri giornali non è così.

In questi tre anni hanno tentato di attribuirci padrini e padroni di tutti i tipi: eravamo il giornale di Di Pietro, e l’abbiamo spesso criticato (ma anche difeso), quando ci pareva che lo meritasse; poi eravamo il giornale delle Procure (altra scemenza: noi difendiamo soltanto i magistrati perbene, infatti alcuni ci hanno querelato); infine eravamo il giornale di Grillo (ma anche su Grillo e il suo movimento abbiamo espresso critiche motivate, dando voce a molti dissidenti interni, quando ancora non erano stati “scoperti” alla grande stampa e tv).

In realtà non siamo il giornale di nessun partito o movimento, anche se guardiamo con favore a tutti quei fenomeni politici che tentano di rinnovare la nostra classe politica. Molti nostri lettori ci hanno rimproverato un anno fa un atteggiamento troppo critico sul governo Monti, anche se poi le nostre critiche, sempre motivate, sono oggi condivise dalla gran parte degli italiani, e anche da pezzi importanti della stampa estera. Altri ci hanno accusati di leso Pd, ma hanno poi dovuto ricredersi, quando abbiamo invitato tutti e cinque i candidati alle primarie del centrosinistra nella nostra redazione per confrontarsi con le nostre e vostre domande in altrettanti videoforum. E chi non ha accettato, peggio per lui.

Qualcuno sosteneva che, senza Berlusconi, non avremmo saputo che cosa scrivere: per un anno li abbiamo smentiti, dando ancora una volta un sacco di notizie e punti di vista che sugli altri giornali, comprensibilmente, non si trovano. Abbiamo scoperchiato lo scandalo degli esodati, abbiamo denunciato l’inopportunità delle interferenze della Presidenza della Repubblica nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, abbiamo svelato lo scandalo poi chiamato “Vatileaks”, abbiamo pubblicato il rapporto investigativo segreto sullo scandalo Formigoni-Daccò, abbiamo tallonato il ministroCorrado Passera sulle indagini che coinvolgono lui e Banca Intesa per evasione fiscale, abbiamo costretto alle dimissioni il sottosegretario tecnico Carlo Malinconico per le sue vacanze a spese della “cricca” e così via. Il che non ci ha impedito di seguitare a occuparci di Berlusconi, dato un’altra volta per morto prima del tempo. E purtroppo i fatti degli ultimi giorni ci hanno dato ragione anche su questo punto cruciale. E’ inutile che vi spieghi perché certe notizie, certe analisi, certe opinioni controcorrente le potete trovare soltanto sul Fatto.

Ora ci attende un 2013 che sarà decisivo per il nostro futuro, e non solo per elezioni politiche che rischiano di riportare al potere il solito Gattopardo più o meno travestiti da “nuovo”. Noi vogliamo seguirlo con tutta la professionalità e l’indipendenza di cui siamo capaci. Ma per farlo abbiamo bisogno di risorse certe. Cioè di voi.

Nel 2009, quando siamo partiti, eravamo 12 giornalisti: una sporca dozzina, come ci chiamò Carlo Freccero. Ora siamo più di cinquanta, più altrettanti collaboratori. Senza fondi pubblici e con la pubblicità ridotta al lumicino, possiamo contare soltanto su di noi e su di voi. Affrontare il 2013 sapendo di avere già decine di migliaia di abbonamenti (ora sono oltre 20mila), tra quelli rinnovati e quelli nuovi, è per noi una garanzia fondamentale per poter dare un’informazione sempre più accurata, autorevole, precisa e indipendente.

Fra l’altro, quest’anno le procedure per abbonarsi online sono molto più semplici. E, per tutti, l’abbonamento in pdf, su iPad, postale o in coupon è un modo per risparmiare, e molto, sul prezzo di copertina. E mi raccomando: dopo esservi abbonati, fate girare la voce, passate parola. Questa – scusate se mi sono dilungato – è la preghiera.

2) E ora la proposta: se non sapete che cosa regalare a Natale a parenti e amici, abbonateli alFatto quotidiano –> clicca qui. Con un pizzico di immodestia, penso che ve ne saranno grati anche loro.

State vicino al nostro giornale, aiutate la nostra piccola comunità a crescere.

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