E’ passata in sordina una lettera circolare esilarante dell’esimio cardinale vuoto per pieno, Tarcisio Bertone, inviata a tutta la curia romana. Conoscendo il pollo, però, il metodo è il solito clericale: parlare a suocera perché nuora intenda.

La lettera, datata 15 ottobre 2012, è, sì, indirizzata alla curia, ma tutti i preti devono sapere e “capire” che si cambia marcia perché il cardinale avverte, en passant, che “per venerato incarico, vengo a chiedere a Vostra Eminenza/ Eccellenza”. Santo Iddio del monte Sinai, dell’Oreb e del Cervino, possibile che ancora oggi si debba sentire un cotale italiano? Vi rendete conto? Dice proprio così “per venerato incarico”!

Ormai si contorcono anche la lingua italiana, la semantica e la dissenteria cronica. Avrebbe potuto dire: «Cari, sapete tutti che il papa è fissato con il ritorno al passato e non si accontenta più della messa in latino e dei lefebvriani in livrea. Ora vuole anche che tutti i preti, di norma, si travestano da donna, con abito lungo; nelle serate di gala, nei ricevimenti e nelle riunioni importanti, il travestimento deve essere di lusso. Scrive, infatti sor eminenza che “per evitare incertezze ed assicurare la dovuta uniformità, si ricorda che l’uso dell’abito piano è richiesto per la partecipazione a qualsiasi atto nel quale sia presente il Santo Padre, come pure per le Assemblee Plenarie ed Ordinarie, le Riunioni Interdicasteriali”.
Ascoltate! Le maiuscole rimbombano nelle felpate stanze vaticane. Tutto lì è Maiuscolo, anche il Ridicolo, anche la Scemenza!

Chi non lo sapeva ora sa, per sua cultura e sapere, che esiste l’abito ‘piano’ e chissà forse anche l’abito a scale, d’ascensore, l’abito a pois bianchi e viola, l’abito ridens, quello a sbalzi e … a quando l’abito da manicomio? Si apprende poi dalla lettera cardinalizia che tutto è fatto per “assicurare la dovuta uniformità“. Ecco svelato il mistero trinitario. In Vaticano, non perseguono l’unità che è la sintesi armonica delle diversità e delle differenze, ma solo “l’uniformità”, cioè l’apparenza dell’unità perché privilegia l’aspetto esteriore (essere vestiti tutti allo stesso modo).

Il sor eminenza poi, conclude e si congeda “con sensi di distinto e cordiale ossequio”. Non ho mai saputo, nonostante le mie riservate ricerche, quali siano i “sensi” dell’”ossequio” e rinuncio ad andare oltre perché mi verrebbe voglia di fare una strage clericalcardinaliziapapalina.

Nota. La data di questo foglio da pescivendoli è la conclusione del Sino sulla “nuova evangelizzazione”. Ecco il “nuovo” che avanza baldanzoso e tracontante, vestito da donna, color cardinale. Se il primo frutto del sinodo è questa buffonata, cari miei, l’Europa e il Mondo possono stare tranquilli: l’evangelizzazione è al sicuro. In cassaforte.

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