Le mafie hanno già messo gli occhi sulla ricostruzione in Emilia. O meglio, di più. La criminalità organizzata ha già provato concretamente a entrare nei pochissimi cantieri post-sisma. A lanciare l’allarme è il presidente della Commissione parlamentare antimafia ed ex ministro dell’Interno, Beppe Pisanu. “Qualche tentativo di infiltrazione negli appalti per la ricostruzione c’è stato. Tuttavia, con gli strumenti messi in piedi, con l’intreccio dei dati tra le prefetture locali e quelle dei territori d’origine delle cosche, il tentativo è stato sventato”. Poi l’ex capo del Viminale precisa: “Per ora”.

Sì, perché per Pisanu (che, con la Commissione, da ieri sta tenendo una serie di audizioni con magistrati e amministratori in prefettura a Bologna) l’Emilia Romagna è ancora una terra di frontiera. A dispetto di altre parti del nord Italia infatti, la regione rossa sarebbe ”terra di delocalizzazione e non ancora di colonizzazione da parte della criminalità organizzata”. Una terra, ha spiegato il senatore Pdl, in cui ‘ndrangheta, camorra e, in misura minore, Cosa nostra tendono “non solo a riciclare i propri capitali sporchi, ma anche ad accumulare fortune”.

I terreni di caccia delle mafie sulla via Emilia, Pisanu li enumera uno per uno: lo spaccio di droga, il movimento terra, i trasporti,lo smaltimento dei rifiuti e degli inerti. La novità anche in Emilia Romagna è la sanità: “Sappiamo che la criminalità organizzata ha già acquistato anche qui delle case di cura”.

Si sa poi che il passo dalla sanità alla politica è molto breve: “Rispetto ad altri territori, come la Liguria e il Piemonte, dove i consigli comunali vengono sciolti ormai ai ritmi della Calabria e della Campania, l’Emilia è ancora una terra felice. Ma attenzione a non illudersi”, ammonisce Pisanu. Poi prosegue: “Durante le nostre audizioni di questi giorni ci è stato segnalato, per esempio, il caso di una cena sospetta tra amministratori e persone non proprio specchiate”. Di più l’ex ministro dell’Interno non dice, ma poi per citare una vicenda più concreta porta quella di Serramazzoni, il comune del modenese commissariato a seguito di indagini sul sindaco e su funzionari e la pesante ombra sul paese dell’appennino della ‘ndrangheta sugli affari dell’edilizia.

Per tornare al terremoto, Pisanu spiega che la rete messa in piedi sta funzionando: “Magari si scopre che la ditta che vince l’appalto è pulita: ma poi i mezzi per il movimento terra che utilizza sono di una ditta in odor di mafia, oppure i conducenti dei mezzi di movimento terra vengono tutti dallo stesso paesino”. Su una cosa il presidente della Commissione antimafia sembra essere certo: “La sistemazione delle scuole nei pesi colpiti dal sisma è stata immune da infiltrazioni apprezzabili”.

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