La televisione italiana non è provinciale, no, per diridindina: è paesana. Quando Porta a Porta si collega con l’ambasciata Usa, trasferitasi nel lussuoso albergo accanto, pensi che il Maine non sia mai stato così lontano.

Quando Giuliano Ferrara su La7, cerca di non sbadigliare carezzando la coscia di Carlo Rossella, pensi che tutti siamo democratici, in fondo, molto in fondo. Quando vai a caccia di Rainews, e le proiezioni di Florida e Ohio ti provocano l’aritmia, ma trovi un servizio congelato sui partiti nostrani, pensi che pensare alle due di notte è piuttosto inutile. Se non proprio nocivo.

Al risveglio, c’è ancora Enrico Mentana: otto ore e mezzo in video, superstite in studio con Corrado Formigli. Un giorno, presto, vedrete Mentana cucinare il pollo fritto con Benedetta Parodi e rincorrere le pantere nei documentari. C’è tempo. Adesso che vi siete goduti Walter Veltroni sperimentare il suo nuovo lavoro: ecco, lo storico che bacchetta Mentana sulle statistiche americane. Dopo l’Africa, un altro continente è in ansia. E non dimenticatevi che Veltroni è molto amico di Alessandro Del Piero, che gioca a Sidney in Australia.

Stefano Menichini stacca la comitiva presenziando l’intero palinsesto di Rai3 sino a tarda ora con Linea Notte. Menichini è conteso perchè dirige un giornale che si chiama ‘Europa’ e forse scrive di america. Purtroppo sono in pochi a sapere cosa ci sia scritto su Europa. Torna Ferrara in mente, ”cretino” secondo Lucia Annunziata che, in collegamento da New York, cercava di informare e spiegare. Ma è troppo per la nostra televisione paesana.

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