Prima le vittorie. Ora lo sponsor di sempre e la presidenza della sua fondazione. Non rimane neanche la gloria nelle mani di Lance Armostrong,  il 41enne texano al centro dell’inchiesta dell’agenzia antidoping statunitense sul doping di squadra nell’Us Postal, società con la quale il ciclista ha vinto pressoché tutto quello che c’era da vincere monopolizzando l’intero movimento per quasi un decennio. Oggi, infatti, la Nike ha interrotto il contratto di sponsorizzazione con Armstrong proprio a causa delle vicende di doping e ha accusato il ciclista di aver ingannato il suo sponsor per anni.

“Davanti alle prove apparentemente insormontabili che Armostrong è coinvolto in casi di doping e per anni ha indotto all’errore la Nike, è con grande dispiacere che abbiamo interrotto il contratto con lui – si legge in un comunicato –  Nike non giustifica in alcun modo l’uso di sostanze illegali per migliorare le prestazioni sportive. Nike intende comunque continuare a sostenere le iniziative di Livestrong, promosse con l’intento di unire, motivare e aiutare le persone affette da cancro”. 

La mossa della nota azienda di abbigliamento sportivo, del resto, segue di poche ore quella del diretto protagonista della vicenda, il quale ha deciso di abbandonare la guida della sua fondazione che lotta contro il cancro, la Livestrong appunto. “Concludo la mia presidenza per risparmiare la fondazione da eventuali effetti negativi a causa della controversia che riguarda la mia carriera ciclistica” ha detto il sette volte vincitore del Tour de France

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