Mi è venuto in mente il titolo di quel vecchio film, stamattina, appena sveglia, mentre guardavo il video choc del bambino portato via di peso dai poliziotti, vittima, fra l’altro di una faida assurda fra genitori (e mi scuso con i genitori per usare questo titolo inopportunamente per chi non lo merita) che se lo contendono. L’orrore di quelle scene, lo strazio di quelle implorazioni, la drammaticità hanno un qualcosa di irreale. Come nemmeno in un film girato in un luogo di guerra dove non esistono più leggi, tutele. Dove l’umanità è cancellata dall’abominio di cui sanno diventare protagonisti gli uomini.

Sono persino stanca di ripetere quanto tutto ciò sia segno di un paese allo sbando totale. Moralmente e eticamente. Dico solo che ci sono dei rappresentanti delle forze dell’ordine che si sono macchiati di un gesto esecrabile, imperdonabile e ingiustificabile. Non ci sono decisioni o ordini di giudici che permettano a chicchessia di usare cotanta violenza su un bambino. Quei rappresentanti delle forze dell’ordine, pagati per “difendere” e tutelare i cittadini, hanno tradito, ancora una volta, il loro ruolo. E pertanto vanno licenziati. Come sarebbe licenziato, in un mondo normale, chiunque si fosse macchiato di un tradimento cosi’ palese e orrendo verso i principi più alti del ruolo che è chiamato a svolgere.

I genitori poi. Dovrebbero non avere nemmeno la possibilità di chiamare figlio questo figlio che hanno violentato arrivando a questo. Loro la responsabilità principale. Qualsiasi sia la loro storia che non conosco e non mi interessa. Quel figlio loro lo hanno violentato.

Spero qualcuno abbia abbracciato in silenzio quel bambino. Per dirgli che, quando loro ci guardano, a volte, sebbene raramente, riusciamo a ricordarci di essere umani.

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