“Si può fare di più”. Dopo la Corte dei Conti, anche l’Antitrust fa le pulci al governo. “Il processo di liberalizzazione dei mercati ha mostrato, durante il governo Monti, rapide accelerazioni ma molto resta ancora da fare”, lo scrive l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una segnalazione, a firma del presidente Giovanni Pitruzzella, che fotografa lo stato dell’arte dei singoli mercati: le riforme fatte, le norme ancora da attuare, le ulteriori modifiche necessarie.

Nella segnalazione, richiesta dal governo per predisporre anticipatamente la legge annuale per la concorrenza, l’Antitrust ribadisce che l’apertura dei mercati e l’introduzione dei meccanismi concorrenziali sono “ingredienti imprescindibili per stimolare, in prospettiva, la crescita e migliorare il benessere dei consumatori“. Devono tuttavia essere accompagnati da “istituzioni efficienti e veloci, che diano certezza dei tempi a chi vuole investire nel nostro Paese: ripensamento dell’attuale assetto del federalismo per uscire dal gioco dei veti incrociati, pubblica amministrazione orientata al servizio delle imprese e dei cittadini, riforma della giustizia sulla scia di quanto efficacemente avviato negli ultimi mesi dal dicastero competente, devono accompagnare il processo in corso”.

In attesa che venga ridisegnata l’architettura istituzionale del Paese, secondo l’Authority della concorrenza che fino a novembre era guidata dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Antonio Catricalà, “bisogna rafforzare da subito i poteri sostitutivi dello Stato e delle Regioni per evitare l’inerzia degli Enti locali. In caso di mancato intervento delle Regioni sui Comuni sarà lo Stato a dovere assumere le determinazioni necessarie”. Quanto alle liberalizzazioni, “dai trasporti alle infrastrutture energetiche, dai servizi postali alle assicurazioni, dai servizi pubblici locali a quelli professionali fino alla sanità, ci sono ancora spazi per ulteriori aperture dei mercati e per misure pro-concorrenziali”.  

Alcuni principi sono trasversali. “Laddove i servizi vengono svolti in concessione, la durata delle concessioni stesse va ridotta, commisurandola ai tempi di rientro dell’investimento: una volta scadute vanno riaffidate con procedure di gara trasparenti e competitive. Le tariffe devono essere orientate al recupero di efficienza, piuttosto che all’inflazione, in base a meccanismi di price-cap”. Altri, invece, sono legati ai casi particolari di casa nostra.

PIU’ POTERI STATO SE ENTI INERTI. L’Autorità chiede di ampliare i casi di esercizio del potere sostitutivo dello Stato e delle Regioni in caso di inerzia degli enti locali. L’obiettivo è quello di “ridurre il numero, purtroppo ancora elevato, di casi in cui misure di rilievo ai fini dell’apertura dei mercati alla concorrenza finiscono per restare mere affermazioni di principio, a causa dell’atteggiamento ostruzionistico delle amministrazioni locali e delle Regioni”.

L’INEFFICIENZA DEL PUBBLICO. Il Garante propone l’introduzione di un indennizzo “automatico e forfettario” per colpire i ritardi della pubblica amministrazione, con l’obiettivo di garantire tempi certi dell’azioni amministrativa, e la detraibilità per cittadini e imprese delle spese sostenute per l’adeguamento a nuove normative che introducono nuovi oneri burocratici.

BOLLETTE REALI E TRASPARENTI. Le fatture di gas e luce dovrebbero essere “stabilmente basate sui consumi reali e non su quelli presunti”. Secondo il Garante, “si tratta della pre-condizione necessaria per indurre i consumatori finali a una maggiore sensibilità verso offerte concorrenziali”.

CONCESSIONARI AUTOSTRADALI PIU’ PRODUTTIVI. Per garantire maggiore concorrenza nel settore autostradale (maggiormente rappresentato dai gruppi Benetton e Gavio), l’Antitrust propone gare, aumenti delle tariffe legati agli aumenti di produttività (e non all’inflazione) e limiti alla durata delle concessioni.

RETE TELECOM. I tempi sono maturi per “valutare con attenzione la possibilità di procedere alla separazione proprietaria tra gestore della rete e l’impresa erogatrice dei servizi di telecomunicazione”. Anche se il gruppo Telecom Italia non sembra così intenzionato ad andare in questa direzione.

BANCOPOSTA E BANCHE POPOLARI. Alle Poste la separazione dell’attività bancaria da quelle postali tradizionali è necessaria, secondo il Garante “per aumentare la concorrenza nel settore bancario e garantire maggior trasparenza nel settore postale”. Per quanto riguarda le banche popolari quotate, il sistema di governo societario va rivisto perché “il regime legale consente assetti societari che ne limitano la contendibilità senza che sia garantito il rispetto dello spirito mutualistico”.

MULTI-TITOLARITA’ DELLE FARMACIE. Una misura simile consentirebbe di economie di scala e di rete con la nascita di nuovi modelli di business. Per favorire la diffusione dei farmaci generici o meno cari, l’Antitrust pensa anche ad introdurre una retribuzione a forfait per la vendita di ciascun medicinale, indipendentemente dal prezzo.

TRASPORTI. Nei trasporti “va resa operativa, senza indugi, l’Autorità di settore. Occorre coniugare l’esigenza dell’equilibrio economico del gestore del servizio pubblico con l’ingresso di altri operatori, istituendo una royalty a carico di questi ultimi: verrebbe così garantito l’ingresso dei concorrenti nei settori più profittevoli senza ricadute negative sui conti del gestore pubblico”. Il contributo andrebbe versato all’ente che sussidia l’attività di servizio universale.

LOTTA AI CARTELLI. L’Antitrust ricorda quindi a governo e Parlamento che da questi processi “potranno derivare, nel breve tempo, chiusure delle imprese meno efficienti e riduzioni occupazionali: per questo occorrono politiche in grado di mantenere la coesione sociale e sostenere i soggetti più deboli”. L’Authority intende infine “dare nuovo impulso al programma di clemenza per combattere i cartelli segreti tra imprese e chiede correttivi normativi per incentivare i soggetti a denunciarli: si tratta di uno strumento importante perché la prassi indica che le intese si annidano soprattutto nella gare pubbliche. Riuscire a sconfiggerle può dare un contributo fondamentale alla riduzione della spesa pubblica”.

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