C’è perfino un negazionismo che non ammette l’esistenza della questione ambientale. A Taranto, per una grave regressione dell’intelletto, in molti se la sono presa con i giudici, hanno deriso gli epidemiologi che parlano di oltre 400 morti e di innumerevoli malati, hanno accusato di estremismo chi sollevava il problema. E anziché marciare contro la fabbrica hanno pensato di marciare contro la magistratura.

Felice Casson ripete che “i magistrati arrivano quando il danno è già stato fatto”. E lo ha ribadito durante la presentazione del Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni della Sardegna che vivono in aree industriali, minerarie e militari.

Anche in Sardegna i negazionisti difendono l’industrialismo estremo. La stessa follia che ha colpito Taranto e altre parti d’Italia. Anche qua silenzio della politica, silenzio di certi sindacalisti e delle comunità che non vogliono vedere.

Ma per fortuna anche qua esistono cittadini testardi, una parte della stampa è integra, ci sono epidemiologi onesti. Anche qua processi contro gli inquinatori. Sono spaventosi gli eccessi di mortalità e di malattie a Portoscuso e Porto Torres. Anche tra i bambini si manifestano malattie gravi legate alle condizioni ambientali. Però ancora oggi alcuni rispondono con accuse di complotti contro il lavoro a chi denuncia questa tragedia sanitaria collettiva.

A Portoscuso le tre industrie Eurallumina, Portovesme srl e Alcoa annaspano. E’ un terremoto sociale. All’Alcoa lavorano circa 600 operai. Ma l’indotto vale molti più posti. Portoscuso conta 5.300 abitanti e con le industrie fallisce il paese. In questi anni non è stata proposta un’alternativa. L’agricoltura intorno è stata cancellata. Enorme la quantità di residui tossici ed è in corso un processo per traffici illegali di quelle sostanze pericolose. La mortalità per malattie respiratore è raddoppiata negli uomini di Portoscuso (205 casi contro 125 attesi). I morti per malattie polmonari provocate dalle polveri sono quattro volte quelli della popolazione normale (117 casi contro i 30 attesi).

A Porto Torres l’avvelenamento dei suoli e delle acque è talmente grave che lo Stato si è costituito parte civile al processo contro Polimeri Europa e Vinyls e il Ministero dell’Ambiente chiederà i danni per lo smaltimento in mare di cadmio, mercurio, cianuri, benzene, idrocarburi. Gli stabilimenti spenti continuano a inquinare le falde. E così la contaminazione aumenta insieme alla disoccupazione. Nell’acqua di falda le concentrazioni del cancerogeno benzene sono 400.000 volte superiori al limite di 1 microgrammo per litro. Una distilleria di benzene. Nel mare del porto industriale il benzene è “solo” 2000 volte superiore alla norma. Se ne percepisce perfino la presenza nell’aria.

Un orrore, mentre a pochi chilometri si sguazza in acque che i tour operator cantano come le più belle e incontaminate del Mediterraneo. Ci affidiamo alla fortuna, ma la fortuna sembra finita.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Porto di Capri, deficienze e inefficienze

next
Articolo Successivo

Anonymous attacca: “L’Ilva di Taranto ha manipolato valori delle emissioni nocive”

next