La politica di proibizionismo varata dal Locog (il comitato organizzatore dei Giochi) prosegue ad oltranza. Nei giorni scorsi si è parlato molto dei mille divieti nel Parco olimpico: niente magliette con slogan di alcun tipo, palloni o biciclette. E soprattutto niente panini e bevande. Ma con il passare del tempo e con i Giochi che si avviano alla conclusione le cose peggiorano invece di migliorare. Adesso il divieto pare essersi esteso anche ai parchi pubblici e alle loro aree “olimpiche”. Almeno questo è quanto sostengono le voci di protesta di molti londinesi, che affermano di essere stati perquisiti all’ingresso dei parchi, e di essersi visti confiscare tutto ciò che di commestibile avevano in borsa.

Ci abbiamo provato anche noi. A Victoria Park i controlli non sono troppo rigidi, ma siamo stati redarguiti per aver cercato di introdurre nel parco degli alcolici: nulla di trascendentale invero, giusto le canoniche “two cans” di birra, che qui a Londra sono ammesse persino a Wimbledon sulla “Collina degli Inglesi”, sacro tempio del tennis. A Hyde Park, invece, non c’è modo di portare un panino e neppure una bottiglietta d’acqua. “Potete comprarli dentro”, rispondono placidamente. Già, perché all’interno dei parchi (dove sono state allestite delle strutture con maxi-schermi per seguire i Giochi) sono presenti molti chioschi di ristorazione. Ma qui si può arrivare a spendere anche fino a cinque pounds per una birra, o sette per un classico fish&chips.

Ed ecco che arriviamo alle ragioni di tanta intransigenza: l’ordine pubblico e il rischio terrorismo. Quelle ufficiali ed apparenti. Ma quella reale è un’altra, l’unica, la solita: il business. “Commercial reasons”, sussurra una ragazza della security di Hyde Park, più disponibile degli altri al dialogo. E a fine turno ci spiega: “Ci dispiace dover rovinare le giornate alla gente, ma noi facciamo solo il nostro lavoro. Questi sono gli ordini che ci sono stati impartiti: niente cibo e bevande. Sono gli ultimi giorni di Olimpiadi, e vogliono sfruttarli il più possibile per fare cassa e rientrare delle spese”. È la conferma di cui in fondo non avevamo bisogno.

E così anche in Inghilterra il denaro vince sulla tradizione. Ma stavolta le proteste sono tante e il Locog fa una brutta figura. Passi per l’Olympic Park, ma i parchi pubblici dovrebbero restare tali. E le motivazioni addotte proprio non reggono. A cominciare dal divieto di portare alcolici: demonizzare una birra piccola in un Paese in cui l’alcool è una tradizione – o peggio una dipendenza –  è a dir poco esagerato. Come vietare i panini per motivi di sicurezza e terrorismo. Tanto più che nel regolamento ufficiale di Hyde Park c’è una sezione specifica dedicata ai pic-nic, definiti “una delle attività più popolari nel Regno Unito”: e vi si legge chiaramente che “non ci sono obiezioni al consumo di bevande alcoliche”; quanto al cibo, in Hyde Park si potrebbe addirittura cucinare carne al barbecue. Ma non durante le Olimpiadi: almeno fino a lunedì prossimo Londra mette al bando l’istituzione del pic-nic. Guerra senza quartiere al terrorismo e ai sandwiches fatti in casa.

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