E’ un ruolo insolito per un primo cittadino, anche se sicuramente non scenderà in strada a dirigere il sempre caotico traffico partenopeo. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, assume in prima persona le funzioni di comando della polizia municipale dopo la scadenza del contratto di Luigi Sementa, il cui mandato è terminato l’8 luglio. “Si sta aprendo una fase delicata – spiega il primo cittadino – e considero la polizia municipale uno dei primi specchi della città, quindi ritengo che il sindaco debba assumersene direttamente la responsabilità”. 

In un primo momento, precisa de Magistris, “il comando sarà affidato al mio capo di gabinetto, Attilio Auricchio. Successivamente lo manterrò personalmente”. Commentando il lavoro svolto da Sementa, il primo cittadino partenopeo sottolinea che “alcune cose sono andate molto bene, ma bisognerà mettere in atto altri interventi, come il rafforzamento della presenza nelle periferie e prestare maggiore attenzione all’occupazione di suolo pubblico”.

Il sindaco ha anche annunciato una delega alla città metropolitana di Napoli. “Napoli potrebbe essere la prima area metropolitana italiana in ordine di tempo – spiega il primo cittadino – se il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, dovesse dimettersi per candidarsi alle Politiche del 2013“. In quel caso, per il capoluogo campano verrebbe anticipata la scadenza naturale prevista per il 1 gennaio 2014. “Per questo ho istituito questa delega – aggiunge il sindaco – che manterrò personalmente”. In caso di candidatura, ironizza poi de Magistris, “speriamo che il presidente Cesaro non si porti via la cassa”. Una battuta chiarita successivamente dal sindaco: “il mio era un auspicio che, con l’abolizione delle Province e la nascita della città metropolitana – precisa – non si azzerino i fondi in capo a questi enti, ma si riassegnino alle altre istituzioni territoriali”. Evita subito ogni polemica de Magistris, dicendosi sicuro che, “essendo una persona di spirito”, Cesaro abbia capito il senso della battuta. A conferma di ciò, ci sarebbe stata la telefonata del presidente della Provincia che, con la stessa ironia, avrebbe assicurato al sindaco che “non c’è pericolo per la cassa”.

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