“È giunto il momento di farvi avere le nostre scuse e quando e se vorrà sarei felice di incontrarla nuovamente”. È la lettera che Patrizia Moretti ha ricevuto questa sera dalle mani del questore di Ferrara. Una lettera che arriva dal capo della Polizia Antonio Manganelli (che aveva già incontrato la famiglia a Ferrara lo scorso settembre in forma privata), datata 2 luglio e, forse simbolicamente, consegnata solo oggi.

Nella missiva “dal contenuto molto personale che non intendo divulgare se non in alcune sue parti”, premette la madre di Federico Aldrovandi, si fa riferimento alla commissione disciplinare alla quale verranno sottoposti i quattro poliziotti condannati con sentenza definitiva a tre anni e mezzo per l’omicidio colposo del figlio. “Inizia ora la fase disciplinare – si legge – che avverrà secondo i modi e le procedure previste dalla normativa vigente”.

Frasi “forse fredde”, come scrive lo stesso Manganelli, ma che “possono avere un grande significato”, commenta Moretti che ora si aspetta “la decisione, il risultato logico di quelle tre sentenze e di questi sette anni di lotta per far emergere la verità”. In poche parole, anche se non lo dice espressamente, la madre vuole l’espulsione dei quattro agenti dalla Polizia di Stato.

“Sarebbe molto importante, e non solo per me a questo punto – prosegue –, dare un segnale alla gente. La Polizia deve decidere come vuole essere. Deve decidere se certe persone sono degne o no di vestire ancora la sua divisa. E quella decisione va presa oggi, subito”

In giornata era arrivata anche la notizia di un prossimo incontro tra il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e Patrizia Moretti. Intervistata dal Corriere della Sera, la titolare del Viminale, nel commentare la sentenza della Cassazione sulle condanne per i fatti del G8 di Genova, aveva parlato anche del caso Aldrovandi e delle offese di uno dei quattro poliziotti condannati alla madre di Federico.

“Sarà la commissione disciplinare a stabilire la sanzione” ha spiegato il ministro, facendo capire comunque che la linea scelta è quella della fermezza e dell’intransigenza: “un atteggiamento così arrogante non si può tollerare”.

 L’incontro – dopo le incomprensioni del famoso condizionale  – con la madre di Federico dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. In quel’occasione la Cancellieri le dirà che “noi siamo con lei. Voglio spiegarle che la polizia è un’altra cosa”. La data è ancora tutta da stabilire, ma Patrizia Moretti ha già fatto sapere che l’invito è più che gradito: “sono molto contenta, la vicinanza delle istituzioni è un segnale importante, anche perché anche noi nella nostra battaglia abbiamo sempre sostenuto che la polizia è un’altra cosa”.

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