Dopo i pellegrinaggi di Prandelli e dello staff in un paio di santuari nella Polonia di Wojtyla, alla fine della fase eliminatoria e dopo il quarto di finale con l’Inghilterra, l’invito all’ultimo pellegrinaggio, quello al Quirinale, non ha portato fortuna agli azzurri.
Neanche la tecnica, fredda presenza di Monti a Kiev evita la batosta della Nazionale che rientra prontamente nei ranghi che le competono. Che sono quelli di un calcio malato che vede solo nella serietà di Prandelli una speranza di difficile riscatto e nell’entusiasmo fuori luogo di Napolitano il solito patriottismo consolatorio, teso alla distrazione di massa.

Non dir quattro finché non l’hai nel sacco

La Nazional di Cesare Prandelli,
partita col ludibrio generale,
agli Europei ha fatto gran sfracelli,
classificandosi per la finale.

Senza brillar nelle eliminatorie,
ha vinto ai quarti con la squadra inglese
centrando dei rigor le traiettorie.
Poi la Germania per il culo prese

con due reti del grande Supermario,
il Balotelli tanto criticato.
Tal risultato, invero straordinario
ed assolutamente inaspettato,

sembra sia il frutto dei pellegrinaggi
che Cesare Prandelli organizzò
in qualche santuario nei paraggi,
grazie a Wojtyla che lo indirizzò.

Andò a pregare dai camaldolesi
con ben ventun chilometri di strada
e ripeté la marcia con ascesi,
per impetrar la grazia alla masnada,

della Misericordia al santuario,
da Wojtyla a suo tempo consacrato.
Così alla fin del santo itinerario
il crollo dello spread che ci ha angustiato

stabili: la Germania ko
e l’Italia di lei migliore assai.
Ma fu qui che la musica cambiò,
dando purtroppo inizio ai nostri guai.

Non sol Napolitano li ha invitati
ad un pellegrinaggio al Quirinale,
ma Monti, il bocconian che ci ha salvati,
decise di venire alla finale.

Il binomio Napolitano-Monti,
che tanto bene fece alla Nazione
facendo finta di aggiustarne i conti,
fu per Prandelli peggio di un ciclone.

Lo spread del calcio azzurro è risalito,
il Supermario bianco affondò il nero
e chi dell’ultras Giorgio si è invaghito
ha perso con la Spagna quattro a zero.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez