Mario Monti arriva a Bologna e la Questura impone il divieto di manifestazione per le vie del centro. L’area interessata è quella attorno all’Arena del Sole verso la zona universitaria. Le strade comprese nel provvedimento d’urgenza sono via Altabella, Oberdan, Alessandrini, Irnerio, Mille, Marconi, Belvedere e Montegrappa. La decisione è stata assunta dalla Questura e comunicata a chi nei giorni scorsi aveva annunciato contestazioni al presidente del Consiglio Mario Monti, domani in città per intervenire al convegno organizzato dal quotidiano Repubblica e poi in Regione per una riunione straordinaria sul terremoto

Il divieto va a colpire prima di tutto i centri sociali, come il Tpo, che già da settimane avevano annunciato l’intenzione di protestare in piazza partendo da Piazza Maggiore e percorrendo via Indipendenza, arrivare all’Arena del Sole. Gli organizzatori avevano annunciato: “Vogliamo entrare in quel teatro ed attraversare liberamente la città”.

Oltre a loro, oggi, a gridare l’ “incostituzionalità” del divieto di manifestare anche i collettivi Cua, Cas, Asia, Santa Insolvenza, Bartleby e Vag61. Senza dimenticare che sarebbero dovuti scendere in piazza anche i sindacati di base, una rappresentanza del Pdl e soprattutto la Lega Nord. 

Intanto durante la seduta del consiglio comunale il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha fatto leggere una nota ad uno dei suoi assessori dove si precisa che chi fará danni nel corso delle manifestazioni contro il premier Monti sarà identificato e costretto a pagare.

“Il consistente dispositivo di Forze di Polizia messo in campo per l’occasione costituisce, in sé, valido deterrente al fine di limitare le forme più estreme di protesta”, ha detto il sindaco. Inoltre: “sarà possibile avvalersi, allo stesso fine e come già validamente sperimentato in simili precedenti occasioni, delle immagini riprese dalle numerose telecamere presenti in zona del sistema comunale di videosorveglianza, gestito dal comando di Polizia municipale, che saranno messe a disposizione delle Forze dell’ordine, anche nella prospettiva delle eventuali azioni risarcitorie a carico dei responsabili”.

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