Fa persino tenerezza questo anziano papa che dice di attraversare il mondo in rappresentanza del Dio eterno tra noi uomini e donne effimeri, di agire in Suo nome, di parlare secondo la Sua volontà, insomma di essere il Suo vicario in Terra, sebbene tra umanissimi intrighi, tradimenti, cattiverie, ossessioni sessuali, delitti finanziari.
 
Ma poi, non fidandosi del tutto di Colui il quale dovrebbe come minimo coprirgli le spalle, vista l’abnegazione con cui affronta i quotidiani sacrifici, compreso quello di rinunciare in pubblico al conforto di padre Georg, se ne va in giro dentro a una patetica scatola di cristallo con le ruote, la Papamobile, tutta bianca, blindata, antiproiettile, antifolla, guardato a vista da una intera gendarmeria armata.
 
E questo transitare in tremenda apprensione per la propria incolumità, che dovrebbe essere scontato per tutti gli uomini che amministrano il potere per una volontà politica sempre parziale, risulta una piena incongruenza in questo caso, dove la volontà dovrebbe essere celeste e cioè universale. Svelandoci una solitudine così completa del primo tra i suoi fedeli, costretto dentro la Papamobile a non fidarsi degli uomini e meno che mai di Dio.
 
Il Fatto Quotidiano, 6 Giugno 2012

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Responsabilità civile dei magistrati, testo Severino “azione di rivalsa” dello Stato

next
Articolo Successivo

Undici pessimi pensieri sugli italiani

next