Ci siamo incontrate una sera tre anni fa nello studio televisivo di “Linea notte”, o meglio “scontrate” io ed Emma Bonino. Avevo i tacchi alti e lei finì con la testa contro il mio ombelico. Alla piccola donna sfugge una risata che mi affranca dall’imbarazzo. Poi Bianca Berlinguer ci invita a raggiungere i nostri sgabelli. Stiamo per andare in onda.
Le mani sudano mentre tormento la copertina del mio primo romanzo. Il mio debutto.
Emma Bonino comincia a parlare a me toccherà più tardi, in coda al programma. Racconta della situazione in Medio Oriente. E di quanta importanza avrebbe la parola democrazia in quei luoghi per scongiurare il rischio di guerre “preventive” o di “civiltà”.
L’ascolto. M’incanta.
Bianca incalza sulla “questione femminile” in ambito europeo. E la voce sicura di quella piccola donna s’infiamma mentre parla della battaglia che ha sferrato in Parlamento Europeo contro una pratica in uso nei paesi africani che solo a pronunciarne la parola ragazzi miei, spaventa: Infibulazione.
Mi accorgo che sono serena ora. L’impegno maestoso di questa piccola grande donna mi ha distratto dal mio particolare, per volare insieme a lei nell’universale.
Vi ho raccontato di questo incontro ragazzi e delle mie emozioni, perché in un momento storico come quello che stiamo vivendo, il profumo di “merito” è cosa assai rara.
Quella notte l’ho sentito. Forte. Prepotente. Inebriante. E non l’ho più scordato.
Mi piacerebbe che Emma Bonino volasse come una farfalla in alto, nei palazzi della Presidenza della Repubblica.
Si. Mi piacerebbe proprio. E a voi?
Ps: mentre vi scrivo i senatori radicali (Emma compresa) sono usciti dall’aula del Senato per protestare contro le nomine dell’Agcom. Denunciano mancanza di trasparenza.