Tra Eurobond, Project Bond, Bce e salvataggio della Grecia, al vertice europeo di Bruxelles il Presidente francese François Hollande riesce anche a parlare di Beppe Grillo e del caso di Parma. “L’Europa è vittima di un doppio populismo, al nord dei cittadini che non vogliono più dare e al sud dei paesi frustrati dall’austerità imposta. Pensiamo a quello che è successo a Parma”, ha detto Hollande con chiaro riferimento alla vittoria del Movimento a 5 stelle. Su scala europea, Parma si trova di sicuro al Sud, quindi, secondo il neo Presidente francese, si tratta di “populismo frustrato”.

Rispondendo a una domanda sull’emergere dei sentimenti anti europeisti in conferenza stampa dopo il vertice europeo di ieri notte, Hollande ha parlato di un doppio pericolo, economico e democratico. Ed è proprio qui che, secondo lui, si insinua il rischio populismo. “Parliamo anche di movimenti che non sono estremisti”, ha concesso Hollande, ma il risultato non cambia, sempre di populismo si tratta. Nessun attacco diretto al leader del Movimento 5 stelle, ma non ci vuole molta fantasia per intuire l’avversione di Hollande, uomo di partito decennale del centro sinistra francese, a un movimento come il 5 stelle.

Sta di fatto che i 5 stelle finiscono sullo stesso piano di altri movimenti e partiti che stanno emergendo o che stanno consolidando le loro posizioni in tutti i Paesi Ue, sia pure con la concessione di “non essere estremista”. Ecco allora il boom di “Alba Dorata” in Grecia alle scorse elezioni, formazione di chiara ispirazione neo nazionalista e anti europeista che ha addirittura conquistato dei seggi in Parlamento, novità assoluta dal 1974. In Olanda il Partito per la Libertà dell’irriducibile Geert Wilders che a fine aprile ha fatto cadere il governo liberale di Mark Rutte. In Francia, per tornare a casa dii Hollande, il quasi 20 per cento sfiorato alle presidenziali dal Front National di Marine Le Pen, figlia d’arte di Jean-Marie Le Pen, che rischia di sotrarre all’Ump di sarkozy il ruolo di primo partito di destra del Paese. Ma nella maggior parte dei Paesi europei (Finlandia, Gran Bretagna, Austria) i No Europe o vanno per la maggiore.

Insomma, “movimenti che rifiutano il funzionamento dell’Europa così com’è oggi” ha detto Hollande, secondo cui questi movimenti si chiedono “come mai se ci sono così tanti sforzi ci sono così pochi risultati?”. Davvero una bella domanda. 

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Terremoto, il ministro Ornaghi: “Ricostruire fissando priorità”

next
Articolo Successivo

Il voto e lo stile della politica

next