È uno storico palazzo nel centro di Milano, quello scelto dal collettivo Macao per rilanciare il progetto inaugurato qualche settimana fa nella torre Galfa di via Galvani, e sospeso dopo lo sgombero del grattacielo. Declinata l’offerta del Comune, che chiedeva un confronto sullo spazio ex-Ansaldo, centinaia di persone hanno occupato i cortili e il giardino interno di palazzo Citterio, al centro del quartiere di Brera e proprietà del Ministero per i Beni Culturali. “Dopo aver occupato un simbolo della speculazione edilizia”, spiega Emanuele del collettivo Macao, “restituiamo alla cittadinanza un palazzo chiuso da anni, vittima della mala gestione e di finanziamenti finiti chissà dove”. Preoccupazione ha invece espresso il sovrintendente dell’Accademia di Brera Sandrina Bandera: “Mi sembrano persone educate, ma la preoccupazione è tanta”. Secondo il sovrintendente i fondi per la ristrutturazione, coordinata proprio dall’Accademia, stavano per arrivare: “L’intenzione era proprio quella di creare un luogo aperto alla cittadinanza e ai giovani, dove trovassero posto le opere d’arte che non hanno spazio nella Pinacoteca”. Un giudizio condiviso anche dall’assessore alla Cultura Stefano Boeri, che chiede agli occupanti di lasciare libero il palazzo perché prosegua il suo percorso di riqualificazione. Netta invece la condanna dell’opposizione: “Chiederò al Ministro degli Interni l’immediato sgombero d’ufficio”, ha annunciato Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e parlamentare Pdl. di Franz Baraggino

 

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