“Ogni anno gettiamo via dal campo alla tavola tra gli 11 e i 12 miliardi di euro: è lo 0.72% del Pil italiano”. La denuncia arriva da Andrea Segré, preside della Facoltà di Agraria all’Università di Bologna e presidente di Last Minute Market, l’associazione che si batte contro gli sprechi alimentari. Secondo il docente, ogni anno vengono sprecate quantità tali di cibo da poter soddisfare il fabbisogno calorico medio (quasi 2400 calorie al giorno) di un’intera nazione. Se anche solo la metà fosse investita nella ricerca ne beneficerebbe l’intera economia nazionale.”Sarebbe certamente una spesa molto più produttiva – spiega – invece di gettare via delle risorse che costano dal punto vista economico, ambientale e sociale”. Secondo Segré gli sprechi sono generati anche dalla crisi: spinti dai prezzi al ribasso la gente compra più di quel che serve e almeno un terzo dei prodotti, magari di scarsa qualità ma ancora utilizzabili, passa direttamente dal frigorifero al secchio della spazzatura. Senza contare la mole di rifiuti che si genera e non c’è differenziata che tenga. “Bisogna farla – conclude l’esperto – ma dobbiamo prevenire la formazione dei rifiuti, pensiamo agli imballaggi: vanno alleggeriti. C’è una disciplina straordinaria che si chiama eco-design per progettare gli imballaggi dalla culla alla tomba per ridurre il peso dello spreco”

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