Ferrovie, forse qualcosa si muove. Sarà infatti l’Emilia-Romagna ad aprire il valzer delle gare regionali per la prossima stagione di liberalizzazioni, come ridisegnato dal decreto specifico all’esame del Senato (ci sono resistenze, ma l’obbligo della gara sta passando). Tra le imprese pronte a prendere parte alle danze c’è la lombarda Trenord, in Emilia-Romagna nota, fra l’altro, per le sue sponsorizzazioni al meeting di Cl di Rimini. A marzo arriverà il bando per la gara che comincerà a ridisegnare i caratteri del trasporto pendolari in Italia. E, come ha riportato il Sole 24Ore l’altro giorno, sarà una gara “a doppio oggetto”, che cioè “metterà in palio contemporaneamente l’affidamento del servizio e la partecipazione nel capitale della società regionale”, la stessa Fer-Ferrovie Emilia-Romagna. Gli operatori privati hanno già detto di essere pronti, con in prima fila la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle. Ma anche dai grandi gruppi europei, a partire da quelli francesi e quelli tedeschi, l’interesse per il mercato italiano resta vivo.

I conti sembrano tornare. Infatti Giuseppe Sciarrone, l’ad della Ntv di Montezemolo, negli ultimi tempi ha ribadito più volte come la linea adriatica sia una grande opportunità di investimento, ma anche Deutsche Bahn, che dal dicembre del 2009 collega Milano e Roma con Monaco di Baviera, sta studiando i possibili scenari non da oggi.

Una ‘rivoluzione’ a suon di liberalizzazioni del trasporto su ferro in Emilia-Romagna è più che mai auspicata da tutti gli enti locali soprattutto alla luce dell’ultima gestione del maltempo: il governatore Vasco Errani e il suo assessore Alfredo Peri non si stancano di ripetere che tra la fine di gennaio e la prima decade di febbraio circa il 50% dei treni si è bloccato, che il materiale di Trenitalia è vecchio di oltre trent’anni, che arriveranno sanzioni (previste nel contratto con il gruppo Fs sottoscritto da viale Aldo Moro), che soprattutto, quindi, è ora di fare nuove gare.

Privati a parte, comunque, la prima novità per le gare in Emilia-Romagna arrivano dal settore pubblico. I riflettori sono puntati su Trenord, la società nata dalla fusione di Ferrovie Nord Milano e il dipartimento regionale di Trenitalia. Il gruppo quotato in Borsa, infatti, presenta un capitale azionario detenuto per il 57,57% dalla Regione Lombardia, per il 14,5% dalle Ferrovie dello Stato, per il 3,078% da Aurelia spa e per il resto da privati. Tra l’altro, è anche attraverso la maxi società dei trasporti che la Regione del governatore Pdl Roberto Formigoni invia finanziamenti indiretti al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini. Tra gli sponsor del Meeting dell’ultima edizione c’era proprio Trenord, partecipata dal Pirellone tramite la sua Ferrovie Nord Milano, la quale a sua volta ha avuto uno stand.

Oggi il gruppo fa sapere che è pronto a partecipare alle gare in Emilia-Romagna sulla base di una strategia di espansione nell’ambito del bacino padano: “La nostra idea di crescita prioritaria- racconta a Il Sole l’amministratore delegato Giuseppe Biesuz- si muove lungo l’asse che va da Torino a Venezia passando per Bologna”. Biesuz proprio nei giorni scorsi è stato alle Fs per parlarne con il proprio omologo Mauro Moretti, incassando la disponibilità a considerare la strategia di una partecipazione di Trenitalia alla gara emiliana attraverso Trenord.

I nuovi potenziali investitori italiani, anche in Emilia-Romagna, dovranno però tener conto dei due rischi fondamentali dell’apertura del mercato. Come si evince da uno studio di Axteria, commissionato recentemente dalla stessa Trenord, il settore ferroviario nel nostro Paese può essere facile preda di big player stranieri pronti a fare dumping sulle gare italiane, senza dimenticare che pure il problema di tariffe e contributi bassi ostacola un’ampia ed effettiva liberalizzazione.

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