Come già annunciato una settimana fa sul fattoquotidiano.it anche alle Librerie Coop dell’Emilia Romagna arriva la cassa integrazione. L’atto è stato formalizzato in mattinata dopo un incontro coi sindacati dell’azienda dove sono state definite nel dettaglio le ricadute della sospensione dal lavoro decisa per fronteggiare i cali nelle vendite che hanno colpito i punti vendita Coop con un -2,8% sull’intero 2011 (-8% l’intero mercato del libro) e -3% nel solo gennaio 2012 (-10% l’intero mercato).

La cassa integrazione a rotazione farà rimanere a casa nei punti vendita di Bologna, ogni settimana, per un anno, 7,5 lavoratori full time su 43 dipendenti: tre all’Ambasciatori, due alle Officine Minganti, uno al Centro Borgo e un part time ciascuno tra Centro Lame, Centronova e sede amministrativa. In totale sono 285 ore lavorative di stop che verranno allargate su tutti i dipendenti delle librerie cittadine, esclusa la dirigenza che porta il computo totale a 60 unità.

Sul giorno di partenza e su come verranno messi in pratica i turni di cassa integrazione se ne riparlerà in un nuovo incontro in programma il primo marzo. Intanto sono gli stessi sindacati di Filcams Cgil ad usare prudenza: “le misure dell’azienda hanno un impatto abbastanza limitato che va comunque valutato con molta attenzione perché non sappiamo ancora quale rotazione e quale sospensione massima verranno attuate.

L’azienda la prende comunque molto alla lontana chiamandolo “piano di rilancio”, specificando che non esistono “esuberi” e sminuendo l’impatto di una scelta inaspettata per una proposta commerciale nata, soprattutto in Emilia Romagna, per contrastare l’impero Feltrinelli. Tanto che il più grande acquisto al momento della costruzione del progetto fu quello del direttore Romano Montroni, trasferitosi proprio da Piazza Ravegnana al quartier generale Coop Ambasciatori in via degli Orefici.

“Questa è una crisi minima nel mercato delle vendite”, spiega al fattoquotidiano.it Montroni, “In altre strutture del nostro settore i cali di vendita sfiorano il 40%. Se avessimo avuto cifre di questo tipo non avremmo di certo preso questi provvedimenti. Ad ogni modo noi proseguiamo con l’impegno di tutti i giorni, con due regole base per continuare a galleggiare: qualità e serietà”.

d.t.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Acqua pubblica, al via la campagna per autoridursi le bollette

next
Articolo Successivo

Grasso: “La Dia a Bologna arriverà”. Ma resta il problema su dove collocare la sede

next