Secondo Monti si andrà avanti sulla riforma del lavoro anche senza l’accordo con i sindacati. Veltroni dice basta con i santuari del NO e incalza tutti per l’abolizione dell’art. 18, scatenando il putiferio nel Pd e non solo lì. Napolitano, subito in appoggio, afferma che è compito del governo cambiare il welfare – ma quale welfare, di grazia? – perché ingiusto: dunque tutti più deboli e libertà assoluta di licenziamento. La Marcegaglia insulta i sindacati invitandoli a non proteggere “assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro”. Quando dicevamo che l’egemonia della destra senza Berlusconi sarebbe stata ancora più solida e forte, non sbagliavamo mica!

Nel frattempo la cd. UE raggiunge un accordo per salvare la Grecia. Ovvio, scontato, l’abbiamo sempre sostenuto: hanno minacciato, ricattato, randellato, massacrato un popolo per salvare le banche tedesche e francesi. Se la Grecia fosse andata in default, sarebbe stata immediatamente seguita nel fallimento da quelle banche, costringendo così i rispettivi governi a intervenire faticosamente per nazionalizzarle. Adesso la troika europea delle banche e della finanza si insedierà ad Atene. Si tratta di un modello sperimentato con successo sulla Grecia e che hanno già iniziato a provare sull’Italia. Oggi infatti Monti dice che l’Italia è meno vicina al baratro non che sia salva, dopo il sangue fatto sputare a lavoratori e pensionati. Dunque aspettiamoci altre misure pesantissime secondo il modello greco.

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